Micol

di Cabaret Bisanzio

micolHo un profilo. Come tutti, del resto. Non ho la dermatite sulla faccia e questa qui sono io vista dal dietro. Codini (solo nei giorni festivi) compresi. Mi scrivono continuamente sconosciuti, è il mio karma e lo accetto. Fra gli sconosciuti, uno mi ha illuminata.
“Non ci conosciamo, ma un’idea di te me la sono fatta. Sei una ragazzina viziata e capricciosa che aveva un giocattolo, che non l’ha più voluto credendo di poterselo tenere lì, in soffitta. Poi l’ha perso e ora fa i capricci, che tanto non ci giocava più, ma era il SUO e ci poteva giocare SOLO LEI! Sarà che i comunisti-champagne mi piacciono poco. Quelli che preferiscono la Punto, ma papà in garage ha anche il Cayenne. E poi, sarà che sei di Como e la gente di lago mi piace poco, con quegli orizzonti ristretti, avvinta da quel paesaggio lacustre e da quelle acque nere avare, ingenerose e infide, che non restituiscono neppure i morti che hanno dentro. Ma, detto bene, le donne possono essere signore o donnette e tu, signora non lo sembri”.

Ora, trovatemi un’altra persona che riesce a ingenerare una sequenza così. Peraltro qui sintetizzata. Solo una coi codini nei giorni festivi.

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