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Páradais di Fernanda Melchor

di Stefano Aiello

Páradais non è un romanzo sul Male dell’uomo, ma sulle strade macabre e pericolose che possono prendere la sete di emancipazione, la noia, il desiderio di cambiare vita, l’abitudine alla violenza.

Polo è un ragazzino che vive a Progreso, caldissima e umida città messicana popolata da narcos, ragazzini annoiati e donne che coltivano come passatempo il diventare madre. Costretto dalla madre a trovarsi un impiego, lavora come giardiniere tuttofare nel quartiere di lusso Páradais, dove le persone guidano SUV, abitano in case eleganti e l’acqua delle piscine private è sempre limpida. Sono giorni tutti uguali, quelli di Polo, divisi tra frustrazione e alcool. Le cose iniziano a cambiare quando conosce Franco Andrade, un ragazzotto ciccione e dal viso pieno di brufoli ossessionato dalla signora Marián, che vive nella sua lussuosa casa a Páradais, insieme al ricco marito e ai due figli.

I due giovani hanno poco in comune, o forse tutto, perché spesso a desideri diversi fa capo un unico disagio, ma insieme attueranno un piano diabolico per raggiungere la libertà (per l’uno libertà da, per l’altro libertà di).

In un crescendo di tensione, complice una scrittura dal ritmo serrato, che lascia poco spazio ai punti a fine frase, preferendo i respiri larghi che richiedono le virgole, Fernanda Melchor racconta alcune forme che le disuguaglianze sociali, la povertà e il malessere familiare assumono a un certo punto della vita – le più oscure, le più spregiudicate.

Fernanda Melchor, Páradais, Bompiani, 2022, € 15,00.

Giudizio: 3/5


11.12.2022 Commenta Feed Stampa