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Il muro di John Lanchester

di Stefano Aiello

Ammiccando un po’ troppo a George Orwell e a Mohsin Hamid – mi sono venuti immediatamente in mente loro – e allo stile di McCarthy (inutile dire che mi riferisco a La strada), Il muro di Lanchester (Sellerio, 2020) è una delle tante distopie che oggi coniuga disastro ambientale e paura del prossimo. Dopo la Brexit, dopo Trump, quasi-dopo il Covid, è un romanzo più che mai attuale. Se facciamo lo sforzo di non cercare necessariamente di volerci a tutti i costi fare impressionare da una distopia, quello che otteniamo è una manciata di ore – o di giorni, a seconda di quanto sarà veloce la nostra lettura – trascorse a leggere una storia di avventura e speranza a tratti orribile e commovente.

Joseph Kavanagh (quanto c’è di volutamente kafkiano nella scelta di questo nome?) ha appena iniziato il suo periodo di sorveglianza di due anni sul Muro, una fortificazione di cemento alta cinque metri che corre lungo tutta la costa di una Gran Bretagna che, dopo il Cambiamento che ha devastato campi e raccolto e innalzato il livello del mare, vuole tenere lontani gli Altri, i superstiti che intendono riscattarsi dalla loro condizione di disperati rimasti a galla, cercando di attraversare la barriera. La realtà di chi sorveglia il Muro è chiara e spaventosa: per ogni Altro che supera la fortificazione, un Difensore verrà abbandonato in mare.

Kavanagh è un Difensore del Muro. Come i tanti altri, uomini e donne, che scrutano il mare nell’attesa che gli Altri arrivino, il suo compito è quello di fare attenzione a ogni minima luce scorta in lontananza, a ogni minimo rumore. In ballo c’è la sua vita, e anche la sua civiltà. I giorni sono lunghi e freddi, nulla sembra accadere finché una notte gli Altri non giungono nei pressi del Muro, disperati e quindi cattivissimi e disposti a tutto per un lembo di terra asciutta.

Nonostante gli elementi un po’ stanchi usati per descrivere la realtà verosimile nella quale viviamo (la distinzione Noi/Altri, i confini geografici, l’emergenza climatica), Il Muro è un romanzo che funziona: ci sono i colpi di scena, c’è l’amicizia, c’è l’amore, c’è il conflitto generazionale, ci sono il potere e la bellezza della gioventù.

John Lanchester, Il muro, trad. di Federica Aceto, Sellerio, Palermo, 2020, pp. 296, 16,00 €.

Giudizio: 3/5


14.02.2022 Commenta Feed Stampa