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Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata di Raphael Bob-Waksberg

di Lorenzo Leone

Raphael Bob-Waksberg, creatore della serie BoJack Horseman, ha scritto un libro di racconti – il suo primo libro – e l’editore Einaudi lo ha appena tradotto e pubblicato. Il titolo, bastantemente stuzzicante, è Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata (Someone Who Will Love You in All Your Damaged Glory).

Ora non sarebbe forse il caso di soffermarsi su questa espressione – gloria devastata, damaged Glory – se, quasi certamente di là dagli intendimenti o dal ‘sapere’ dell’autore, non fornisse, a parere di chi scrive, la chiave lettura dell’intera raccolta. E soffermarsi su questa espressione significa qui – il lettore non si spazientisca – riconnettere dialetticamente la gloria (δόξα) alla bellezza e all’eros, allo splendore (ἐπιϕάνεια) dell’essere.

La frase nella sua interezza – «Tu meriti qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata» – compare in un breve e strampalato racconto, una sorta di macchinazione insieme sdolcinata e condotta con rigore, intitolato Regole per il Taboo. A pronunciarla sarebbe una donna, Jillian. L’anonimo narratore (interno) la riferisce nel gioco esemplificativo delle regole. Il narratore è ovviamente il compagno di Jillian; il gioco è l’espediente con il quale il medesimo narratore racconta di sé e del suo ménage alla fin fine infelice. Jillian dunque non ha saputo amare il compagno, o questi non ha saputo amarla, e forse proprio perché la bellezza dell’uomo – di Homo – e del mondo è damaged, danneggiata, guasta.

Ecco, non c’è (quasi) racconto di questa raccolta che in qualche modo non inveri questo assunto. L’esempio più brillante di questo inveramento – parola un po’ impegnativa – è il racconto Noi uomini di scienza in cui il protagonista, un ingegnere aerospaziale che insegna all’università, realizza una porta, significativamente chiamata «Anti-Porta», che conduce in «un anti-universo» somigliante al nostro e «però rovesciato». Dunque in un mondo che è il contrario di questo e prevedibilmente migliore. Ma nel mondo capovolto, i contrari si svelano subito meno netti e inappellabili. L’altro Yonatan, il doppio del nostro ingegnere, non è meno irresoluto o pavido dell’originale, attesoché non si dà nessun originale. Il mondo capovolto è solo un poco più bizzarro, un poco più mostruoso. Nessuna gloria, nessuna bellezza.

Notevole anche il racconto intitolato Più te stesso del te stesso che già sei, in cui un uomo impiegato presso un parco a tema, Presidentilandia, dove interpreta lo scialbo presidente Chester A. Arthur, si dà un gran da fare perché teme di essere rimpiazzato da un mostro prodotto dall’ingegneria genetica. Difatti un mostro consimile, chiamato Waj’m Maj’vht, dalle iniziali dei primi dieci presidenti, è già stato generato sebbene con esiti assolutamente grotteschi. Il protagonista sembra riuscire a brillare per un momento nell’impresa, ribaldamente va detto, ma poi abbandona il campo e corre al capezzale della sorella inferma. Ed è in questo momento privato ed effimero che rivela il meglio di sé. Dunque la bellezza – o la gloria – del cuore umano non è guasta, damaged, senza eccezioni.

Questi racconti, non tutti riusciti, sono mediamente divertenti. Sovente ci si imbatte in pagine surriscaldate e impacciate, ingenue. L’invenzione è fantasmagorica, viziata da una artificiosità ‘cartoonistica’ o pop, anche nell’adozione delle – a dire il vero accessorie – ‘trovate’ tipografiche. La traduzione di Marco Rossari ha cercato di rendere i tic di una prosa compromessa con la ‘scurrilità’ di certo parlato giovanile – p. e. gli «and I’m like», «e io tipo», e le varianti di questa espressione, che ritmano i dialoghi.

Raphael Bob-Waksberg, Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata, Einaudi, Torino, 2021, pp. 274, € 19,50.

Giudizio: 3/5


29.10.2021 Commenta Feed Stampa