I sentieri delle ninfe. Nei dintorni del discorso amoroso di Fabrizio Coscia

di Lorenzo Leone

  1. Il libro di Fabrizio Coscia sulle ninfe (o su Νύμφα, Nympha) principia con un suggerimento garbato e preceduto da un avverbio dubitativo: «Forse, scrive, per scongiurare questo pericolo, dovremmo semplicemente ritornare a guardare i quadri».[1] Il pericolo è

Esiste Ascoli Piceno? di Giorgio Manganelli

di Lorenzo Leone

Esiste Ascoli Piceno? Domanda bizzarra. A porsela, in uno scribillo, Giorgio Manganelli. Va da sé che il medesimo scribillo è una burla, uno scherzo. Corredato da dieci cartoline (illustrazioni) di Tullio Pericoli e da una postfazione, intitolata Supposizioni, del…

Il cuore e la tenebra di Giuseppe Culicchia

di Lorenzo Leone

Dimenticate il politicamente scorretto. O dateci un taglio.  Questo romanzo, dichiara il nostro autore nella nota in fondo al testo, non vuole denigrare nessuno. Il titolo, che definire conradiano sarebbe de trop, avrebbe potuto essere un altro.…

L’ora di Agathe di Anne Cathrine Bomann

di Silvana Arrighi

“Matematica Se fossi andato in pensione a settantadue anni, avrei avuto davanti i miei ultimi cinque mesi di lavoro. Il che corrispondeva a ventidue settimane e voleva dire che, se tutti i pazienti si fossero presentati, mi restavano esattamente ottocento

Verso il bianco di Paolo Miorandi

di Lorenzo Leone

Delicato e malinconico questo librino di Paolo Miorandi su Robert Walser. Più che saggetto o biografia, diario di viaggio o di pellegrinaggio nei luoghi walseriani, dove Walser impresse le sue memorande impronte. Arricchito di nove fotografie (inevitabile quella del corpo…

Il pantarèi di Ezio Sinigaglia

di Lorenzo Leone

Parliamo de Il Pantarèi, il romanzo di Ezio Sinigaglia, novità editoriale di TerraRossa Edizioni nella collana ‘Fondanti’ diretta da Giovanni Turi (veste grafica accattivante e curatissima; in copertina una Olivetti su fondo seppia; prefazione dell’autore). Un paio di avvertenze.…

Cucinare un orso di Mikael Niemi

di Silvana Arrighi

“Ero un animale. Vivevo come un animale, alla costante ricerca di qualcosa da mangiare. Colei che si definiva mia madre vedeva la mia fame, mi vedeva leccare il manico del suo coltellino, dove rimaneva sempre un vago sentore di grasso