Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Dissezioni > Le correzioni di Jonathan Franzen

Le correzioni di Jonathan Franzen

di Valentina Beretti

Le correzioni è il primo libro di Jonathan Franzen che mi sia trovata sotto mano, e senza dubbio continuerò a leggere questo autore. Lo scrittore ha una penna sapiente e affilatissima, capace di scavare nella materia letteraria e dare forma a personaggi e atmosfere così reali che ti chiedi se non fossero lì da sempre, ad aspettare d’essere scoperte e portate sulla pagina.

Certo, l’espediente narrativo del romanzo non è nuovo: Le correzioni parla di una famiglia americana focalizzandosi sul rapporto tra un’anziana coppia (generazione degli anni Trenta) e i figli ormai adulti – Gary, Chip e Denise. I ‘ragazzi’ hanno intrapreso percorsi molto diversi tra loro ma c’è qualcosa che dà coerenza al caos delle loro traiettorie. E qui risiede la forza dell’opera di Franzen. Ciò che regge le fila della narrazione e della vita dei protagonisti è l’esigenza di allontanarsi dal modello radicalmente perbene e radicalmente infelice dei genitori, di correggerne la rotta (qui forse il senso profondo del titolo). L’intellettuale Chip, il borghese Gary e l’iperprestazionale Denise cercano per tutta la loro vita di fuggire dalla tara della loro eredità familiare. Credono anche di riuscirci, per poi scoprire (ma solo in parte) che i bruschi scarti e le deviazioni che pensavano di determinare erano a loro volta subordinati, matematicamente stabiliti, dalla forze di attrazione e repulsione della loro infanzia e adolescenza nel Midwest.

Il momento di fare i conti, a livello simbolico ma anche concreto, con questa sovradeterminazione si ha quando l’anzianità dei genitori si fa palese, irrefutabile. I genitori hanno bisogno della presenza dei loro figli dispersi. Questo vale tanto per il padre-tutto-d’un-pezzo, Alfred, un duro vecchio stampo e gran lavoratore, già affetto da Parkinson, ormai sul baratro della demenza, che per la madre, Enid, donna da sempre frustrata nel proprio bisogno di tenerezza e ora condannata ad un’esistenza di pura e logorante assistenza al marito. E così la vecchia casa di Saint Jude reclama la propria prole, anche se solo con la scusa di «un ultimo Natale tutti insieme» prima di vendere l’abitazione, e dischiude le porte polverose di un’infelicità che non si può più fingere non sia – mutatis mutandis – anche la propria.

Si potrebbero ancora dire moltissime cose su questo romanzo (le figure di Alfred e Enid, i genitori, sono un meraviglioso e straziante capitolo a sé), ma preferisco fermarmi. Vi invito in ogni caso, caldamente come non mai, alla lettura di questo libro strepitoso.

 

Jonathan Franzen, Le correzioni, trad. it. di Silvia Pareschi, Einaudi, Torino, 2002 e 2014, € 15,00.

 

Giudizio: 5/5


16.10.2022 Commenta Feed Stampa