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Il sugo della vita di Piero Camporesi

di Lorenzo Leone

Il vecchio libro di Piero Camporesi sul sangue (Il sugo della vita. Simbolismo e magia del sangue, Edizioni di Comunità, del 1984), riedito nel 1997 da Garzanti, con l’aggiunta di una introduzione dell’autore, è finalmente uscito presso il Saggiatore, poco tempo fa, con una prefazione di Michel Pastoureau.[1]

Se non conoscete Camporesi, questo o un altro qualsivoglia volumetto pubblicato da il Saggiatore (per esempio l’ultimo, uscito un mese fa, Le vie del latte. Dalla Padania alla steppa)[2] vi meraviglierà e quasi certamente vi inorridirà. Perché Camporesi, storico, filologo e accademico sui generis, ha certa garbata propensione per l’orrido e per il disgustoso. Non accidentalmente, credo, per bollare il metodo usuale della storiografia, riprendeva ne Il Pane selvaggio[3] un’affermazione apprezzabile di Steven Kaplan citata da Carlo Poni e da Carlo Ginzburg (dei quali va sottolineata la prossimità con il Nostro nel comune interesse per la cultura materiale, popolare ecc.). Quel metodo, scriveva Kaplan, «può generare un’astratta, omogeneizzata storia sociale, priva di carne e di sangue, e non convincente malgrado il suo statuto scientifico».[4] La carne e il sangue, appunto, sono il dramma, l’affanno, la difficoltà del quotidiano in un senso sia tropologico (figurato) sia proprio. Il quotidiano, soggiungeva Camporesi, andrebbe ricostruito «nell’arco teso e vibrante d’una giornata solare».[5] Questo programma ‘impossibile’ testimonia della sua ‘fame’ di terrigna concretezza e di consistenza emozionale (sentimentale).

Date le premesse, in un libro dedicato al sangue, tra medioevo ed età barocca, è ovvio che accanto ai predicatori e ai giuristi, accanto a quel Lotario dei Conti di Segni (il papa Innocenzo III) autore di un De miseria humanae conditionis, a Caterina da Siena, a Maria Maddalena de’ Pazzi, il Nostro collocasse medici e naturalisti come Nicolò Serpetro (autore di Il mercato delle maraviglie della natura), come Levinio Lennio, Thomaso Thomai, Leonardo Fioravanti, senza dimenticare Ficino (di cui rileva il ‘motivo’ vampirista) e Campanella. Ma nella dialettica di figurato e concreto è la mistica a signoreggiare. L’orrido realismo del predicatore barocco a nome Emmanuele Orchi (l’orrido della predica quaresimale consacrata alla passione e che ritroviamo in un film di qualche anno fa) è schiacciato dal sacro mattatoio allestito da Caterina da Siena. «Nel corpo santo, squartato, s’intravede un andito odoroso impregnato di essenze squisite, di preziose consolazioni balsamiche. In quel costato aperto, inciso e sanguinolento, si squaderna un’intera officina di spezie odorifere … Gli effetti sono stuporosi e narcotizzanti, estranianti e paralizzanti. In quell’antro stillante e opaco bisogna bagnarsi e annegarsi, annegarsi e bagnarsi … Come in una allucinante sbornia» (pp. 91-92). Ma un occhio puntuto va anche al poeta e teologo e vescovo di Foligno Federico Frezzi, autore di quel Quadriregio in cui la rappresentazione del tempio degli eroi della fede, tempio «di corpi morti fatto tutto», è a un tempo «mausoleo polivalente, gabinetto d’anatomia, museo di sacra osteologia, reliquiario smisurato» (p. 126).

Si diceva di un gusto per l’orrido e per il terrigno, che sono allacciati in qualche modo. Alle spalle di quel programma che ho definito sbrigativamente impossibile, alle spalle della «scienza del vissuto»,[6] ecco un πάθος; perché la volontà di verità è rovesciamento del πάθος; rovesciamento che si raffina nell’occorrenza ‘artistica’. Ci aveva visto giusto Manganelli (e perché stupirsene?): Camporesi è per certo «lettore malizioso di testi secenteschi» ma pure, ironicamente, «scrittore di testi di quel secolo».[7] Un falsario? Sarebbe fuori strada chi lo pensasse. Qui invece abbiamo una trascelta e un rimaneggiamento del ‘materiale’ e una mimesi che (cor)risponde a un tema personale e che, nondimeno, è pure un tema generale storicamente (e oserei dire filologicamente) determinato.

Una ‘poetica’ di Camporesi? Ancora Manganelli ha osservato certo impiego delle citazioni che una «vocazione stilistica» assimila con un accostarsi mimetico, e aggiungerei, con anticipazioni e chiose. Ma è soprattutto nelle le scelte ‘contenutistiche’, e cioè a dire nel ‘materiale’ e nelle ‘ideologie’, che qualcosa come un «sistema mentale», una «metafora di fondo», si dà a vedere. E qui appunto l’insistenza sul corpo, sulla carnalità, sulla concupiscenza, sull’appetito, indicano nella cucina «quell’immagine centrale».[8] Cucina che, rammenta Camporesi richiamando i supplizi capitali, è inseparabile dalla città e dall’inferno (p. 74); in cui la tavola del banchetto è anche il tavolo da dissezione e il palco della tortura.[9] Scrive: «A questa cucina vagamente vampiresca … apparteneva la leggenda spagnola bisbigliante che i cuochi e i pasticcieri utilizzassero non infrequentemente le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare una specie di vol-au-vent» (p. 34).

 

Piero Camporesi, Il sugo della vita. Simbolismo e magia del sangue, prefazione di Michel Pastoureau, il Saggiatore, Milano, 2017, pp. 170, € 20,00.

 

Giudizio: 5/5

[1] Piero Camporesi, Il sugo della vita. Simbolismo e magia del sangue, prefazione di Michel Pastoureau, il Saggiatore, Milano, 2017.

[2] Piero Camporesi, Le vie del latte. Dalla Padania alla steppa, il Saggiatore, Milano, 2020.

[3] Piero Camporesi, Il Pane selvaggio, il Saggiatore, Milano, 2016, p. 73.

[4] Carlo Poni, Carlo Ginzburg, Il nome e il come: scambio ineguale e mercato storiografico, in «Quaderni storici», 1979, n. 40, pp. 181-190. I due ripigliavano un’affermazione di Steven Kaplan (S.L. Kaplan, Bread, Politics and Political Economy in the Reign of Louis xv, Martinus Nijhoff, The Hague, 1976, pp. xx-xxi).

[5] Camporesi, Il Pane selvaggio, cit., p. 73.

[6] Ibidem.

[7] Giorgio Manganelli, Concupiscenza libraria, Adelphi Milano, 2020, p. 81.

[8] Ibid., pp. 81-82.

[9] La tecnica dei carnefici fu plagiata dai chirurghi che la praticarono a lungo (con le varianti d’altri animali), sembra con successo» (p. 39).


3.10.2020 Commenta Feed Stampa