Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Il naufragio delle civiltà di Amin Maalouf

Il naufragio delle civiltà di Amin Maalouf

di Giulietta Isola

Sono nato in buona salute tra le braccia di una civiltà morente, e per tutta la vita mi sono sentito come un sopravvissuto.”

Amin Maalouf è uno degli intellettuali più noti e prestigiosi del Mediterraneo, saggista e romanziere eccezionale, dotato di sguardo ed acume orientale è diventato protagonista sulla scena culturale francese, non dimenticando mai le sue origini libanesi, e le sue opere cercano sempre di intrecciare legami di coesistenza tra il mondo orientale e quello occidentale. Il naufragio delle civiltà è una riflessione sul nostro tempo, sulla deriva di un’umanità colpita dal razzismo, dalle guerre e dal terrorismo in nome della religione e dell’«identità», dalla distruzione sistematica delle stesse condizioni di vita sul pianeta. Una vera apocalisse ha avuto inizio nel Levante, uno spazio simbolico di incontro tra fedi e culture, una terra della possibilità e del sogno,  dai contorni imprecisi che per molto tempo è stata una frontiera, ha rappresentato  sia una zona di incontro che di conflitto tra le due principali componenti dell’umanità: l’Occidente cristiano e l’Oriente musulmano. Qui sono nate le  tre grandi religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam, in virtù di questo ciò che vi accade ha ripercussioni emotive, intellettuali e politiche su molte società in tutto il mondo. Secondo Maalouf su questo che è stato un pezzo fortunato del mondo oggi “sono scese le tenebre”. Come non condividere visto quello che succede ogni giorno, anche adesso mentre stiamo leggendo si consuma un orrore sempre più grande  e la convivenza  si è trasformata nel fanatismo omicida, come è potuto accadere? Si invoca la morte e il suicidio “nel nome di un lugubre Stato islamico?” Si vivono tempi di Intolleranza, violenza e regressione morale che  contribuiscono  a diffondere diffidenza, odio e paura dell’«altro» ovunque  si trovi, Maalouf crede che le crisi ricorrenti vissute in quelle regioni del mondo abbiano conseguenze  globali  disastrose. Nel libro descrive il mondo levantino e ricorda suo nonno libanese che lavorava al Cairo, si recava al Ministero egiziano dei lavori pubblici dove c’era un funzionario greco di nome Konstantinos Kavafis, che diventerà uno dei più grandi poeti di tutti i tempi.  A quei tempi  culture, lingue e fedi differenti non impedivano che uomini straordinari incrociassero il loro cammino, tutto questo sembra  divenuto impossibile nell’era della Brexit e di Trump. L’incapacità delle nostre società e dei nostri leader politici di gestire la diversità che accompagna la globalizzazione è un problema cruciale, questo dilemma sconvolge l’atmosfera politica e intellettuale di molti paesi e alimenta la sensazione di un imminente e, almeno in apparenza inevitabile, naufragio. Maalouf  propone intuizioni esatte quanto predizioni sui cambiamenti della storia e delle società, e, con una profondissima lucidità, spiega perché si sia arrivati alle soglie di un naufragio globale che riguarda tutte le civiltà. Siamo di fronte ad un’America sul punto di perdere ogni credibilità morale e all’Europa che sta per smembrarsi dopo aver promesso un  progetto ambizioso e rassicurante, dall’altra parte il mondo arabo-musulmano vive  una crisi profonda che lascia la sua popolazione nella disperazione e con ripercussioni spaventose ovunque. Sembra inevitabile una nuova corsa agli armamenti che pesa sulle spalle di tutti noi assieme al problema del clima, l’ambiente, la salute e le grandi nazioni emergenti o in via di rinascita, come la Cina, l’India e la Russia irrompono sulla scena mondiale in un’atmosfera deleteria in cui vige la legge del più forte, per far fronte a tutto ciò dovremmo ritrovare una solidarietà globale che ci manca.  Amin Maalouf, da anni, osserva e percorre il mondo, da Beirut a Teheran, dal Vietnam a Parigi e ci racconta, in questo libro di grande forza emotiva, gli avvenimenti dei quali è stato  testimone privilegiato, con malinconia e senza consolazione . Un saggio da leggere per capire come siamo arrivati qui, ripercorrendo la storia degli ultimi anni, in questo mare dove non è per niente dolce naufragar.

Mai accetterò il fatto che l’etnia, la religione o la razza costituiscano fondamenti legittimi sui quali costruire delle nazioni. Mi aspettavo che il mio continente d’adozione offrisse a tutta l’umanità una bussola per  evitare di smarrirsi, per impedire di disgregarsi in tribù, gruppi, fazioni e clan.”

Amin MaaloufIl naufragio delle civiltà” (trad. di  A.M. Lorusso), pp. 346, La Nave di Teseo, 2019.

Giudizio: 4/5


17.10.2019 Commenta Feed Stampa