Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Libro dei dispersi e dei ritornati di Lea Barletti

Libro dei dispersi e dei ritornati di Lea Barletti

di Ippolita Luzzo

Undici racconti brevi: fotografie di sconosciuti trovate da Lea Barletti in un baule a Berlino, come trovò le fotografie di un’altra grande fotografa, Vivian Maier, John Maloof, agente immobiliare, e diede vita al culto di immagini altrimenti scomparse.

Dalle fotografie nascono i racconti, uno di questi sarà pubblicato sulla rivista “Il primo amore” di Antonio Moresco, un altro su “Positivo Diretto e Bitume Photofest” su richiesta di Gioia Perrone. Interessante il racconto nato da una radiografia al ginocchio di chissà chi, il titolo è “Lezione d’anatomia”. Esserci per caso, scrive Lea Barletti.

Esserci per caso e imparare ad esserci imparando la pazienza, sembra dirci, aspettando, con un pugno di parole in mano. “Il fatto è che io credo che questo caso sia proprio uno di quelli, uno che capita una volta sola nella vita, uno di quelli che ti fanno annunciare da una stella, uno che l’hai già visto tanti anni prima che accadesse, e ti sei pure voltata per un attimo a guardare quel futuro enorme che ti si spalancava davanti”

Racconti di analisi e sintesi, su fotografie sconosciute, fatte vivere su un foglio bianco, facendo un dialogo con immagini ferme. Come una preghiera” Questa è la mia preghiera alle paure” scrive l’autrice, quel momento in cui siamo davanti alle nostre ossessioni e cerchiamo di esorcizzarle. “Odora di solitudine… odora di tempo senza memoria… odora di chiuso e di sensi di colpa.”

Faccio un po’ di zapping sulle frasi di Lea Barletti per riportare la sensazione che sentirete leggendo, e vorrete anche voi ribellarvi al silenzio e alla solitudine, vorrete ribellarvi al “massacro” di tacere. Lea ci invita in questo suo modo a parlare prima di non averne più la possibilità, come scrive Carlo D’Amicis nella postfazione ” in una riscrittura del possibile che assomiglia alle preghiere che rivolgiamo ai nostri morti perché non muoiano ancora”

Siamo tutti dispersi e quando ritorniamo non ritorniamo da nessuna parte, se non nella immaginazione e nella letteratura.

Lea Barletti, “Il libro dei Dispersi e dei ritornati”, pp. 143, 13 € Musicaos Editore, 2018

Giudizio: 4/5

Lea Barletti: dopo più di vent’anni trascorsi a Roma, si trasferisce per 5 anni a Lecce, dove, insieme al compagno Werner Waas, anch’egli attore e regista, fonda il gruppo Induma Teatro. Induma Teatro è tra i fondatori del centro culturale «Manifatture Knos», tuttora attivo, nonché promotore del Premio di Drammaturgia Contemporanea “Il centro del discorso”  e del laboratorio residenziale “K-now!”. Inizia la collaborazione con la compagnia Factory di Tonio De Nitto, come attrice nello spettacolo “Romeo e Giulietta”,  in tournee in Italia da diversi anni. Attualmente a Berlino, porta avanti la propria personale ricerca tra danza, instant composition e performance poetica, e insieme a W. Waas, con il nome “Barletti/Waas», prosegue la ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea. Da qualche anno, ha intensificato il lavoro di scrittura. Dopo aver completato i dieci racconti che compongono il «Libro dei dispersi e dei ritornati», lavora attualmente ad una nuova raccolta, sotto il titolo provvisorio di «Inferno da camera». Da poco ha iniziato a scrivere anche in tedesco, il “suo” tedesco. Ha terminato il suo primo testo teatrale “Monologo della buona madre” in doppia versione, italiana e tedesca.


23.10.2018 Commenta Feed Stampa