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Sweet dreams di Michael Frayn

di Roberta Frugoni

“Hai bisogno di qualcuno che ti prenda in giro. Altrimenti saresti insostenibile. Una settimana e non ti sopporteresti più”.

Howard Backer è fermo al semaforo: aspetta che scatti il verde. Mille pensieri più o meno banali e assolutamente terreni gli attraversano la mente durante l’attesa. Quando riparte, la strada a dieci corsie davanti a lui lo porta direttamente in una città sconosciuta. Howard arriva in Paradiso: che non è d’oro puro e cristallo trasparente come quello descritto da San Giovanni nel libro dell’Apocalisse, piuttosto una metropoli moderna fatta di grattacieli, strade e uffici.

Com’è possibile? È davvero questo ciò che ci aspetta?

Sì, se si decide di viaggiare con Michael Frayn. Bisogna dunque “sbarazzarci delle noiose catene della casualità, liberarci dalle frustranti leggi della logica” e partire per questo Paradiso, dove tutto sembra familiare ma allo stesso tempo nuovo e possibile.

Howard si muove sulla scena come un moderno Candido, con il cuore aperto allo stupore e lo spirito permeato di entusiasmo e ottimismo.

E fa nulla se anche “di là” ci sono le gerarchie, le cene organizzate dal capo, le mode, il traffico, le riunioni d’ufficio, gli scatti di carriera.

Fa nulla, perché è lo sguardo differente che rende oro ciò che diversamente sarebbe solo la copia di un mondo conosciuto.

Howard si ritroverà a lavorare con un team di architetti intenti a disegnare il Cervino: il capo affida il progetto alla sua mano creativa, vuole che il suo pupillo riesca a dare a questa montagna una forma riconoscibile, addirittura pubblicizzabile su t-shirt e cappellini.

E Howard esegue in modo eccellente: il Cervino gli riesce così bene che il nostro uomo si fa strada, fa carriera fino a diventare l’assistente del capo, il braccio destro di Dio. In questo libro Frayn usa il registro del grottesco, pennella situazioni con un’ironia tutta britannica, pungola con raffinata pazienza il lettore. Che beve beato queste pagine senza quasi accorgersi del meccanismo alle sue spalle.

Davvero in Paradiso stanno lavorando per noi? Davvero discutono di come di poter migliorare la società un pezzo per volta, per poi rendersi conto che non è possibile sistemare una cosa senza al contempo peggiorarne altre?

Sweet Dreams è un libro scritto nel 1973 e tradotto per la prima volta in Italia solo quest’anno.

Michael Frayn, scrittore e drammaturgo classe 1933 è noto ai più come autore di spettacoli teatrali come Noises Off, rumori fuori scena, Miele selvatico e Copenaghen.

Michael Frayn, “Sweet Dreams”, (trad. E. Bistazzoni), pp.224, €24,00, Edizioni Atlandide, 2018.

Giudizio: 4/5


6.06.2018 Commenta Feed Stampa