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Camminare di Thomas Bernhard

di Massimo Sola

I due protagonisti principali del romanzo, colui che parla (Oehler) e l’anonimo ascoltatore, “camminano”, e noi lettori con loro, all’interno del labirinto di parole edificato dall’autore.

Infatti, a guardare con esattezza, dice Oehler, tutto è errore come Lei sa. Esistiamo però all’interno di questo fatto perché all’esterno di questo fatto non potremmo proprio esistere, in ogni caso non in modo costante. L’esistenza è errore, dice Oehler. Ce ne dobbiamo fare una ragione con una certa tempestività, in modo da avere un fondamento su cui esistere, dice Oehler. Di conseguenza l’errore è l’unico fondamento reale. Ma non sempre siamo tenuti a pensare questo fondamento come un principio…

Al centro della storia, in cui ogni frase è sempre introdotta dai “così dice Oehler” ripetuti in continuazione come una specie di mantra, c’è l’episodio scatenante che ha portato alla pazzia l’amico comune Karrer; sono pagine inquietanti, nelle quali la descrizione di quell’evento viene ripetuta, con pochissime varianti, innumerevoli volte provocando un effetto di spaesamento in chi legge.

Karrer, nel sottoporre a un esame accuratissimo i pantaloni del negozio di Rustenschacher, si avvia a varcare, delirante, la soglia della follia: Karrer è il cicerone che ci introduce alla sua follia.

Ma la causa prima del suo deragliamento non è da ricercare nell’animata discussione avvenuta nel negozio, bensì nel suicidio dell’amico Hollensteiner, un illustre chimico che ha tragicamente reagito al mancato sovvenzionamento del suo istituto da parte dello stato (austriaco); motivo che Scherrer, l’ottuso psichiatra che ha rinchiuso Karrer nello Steinhof, si rifiuta di accettare nonostante la testimonianza di Oehler sull’argomento.

Conoscendo la natura di Karrer, dico a Scherrer, così Oehler, si sa che se Karrer dice di voler andare nel negozio di Rustenschacher è inutile cercare di opporsi… Da un lato era Rustenschacher che lo induceva ad andare nel negozio di Rustenschacher, dall’altro il nipote di Rustenschacher, entrambi in fondo lo disgustavano, come in generale tutti gli esseri umani in fondo lo disgustavano, anche la mia persona lo disgustava, questo bisogna saperlo, era disgustato sempre da tutti…

Tutto chiaro? E no, per niente. Il fatto è che sotto l’effetto ipnotico della prosa di Bernhard la nostra lucidità perde qualche colpo: siamo nelle sue mani e lui ci porta a camminare su strade poco battute, dove il rischio di perdersi è piuttosto alto.

Quando abbiamo a che fare con persone, abbiamo a che fare solo con cosiddette persone, come quando abbiamo a che fare con fatti, abbiamo a che fare solo con cosiddetti fatti… Che le cose e le cose in sé siano solo cosiddette, e per essere precisi, così Karrer, solo cosiddette cosiddette, dice Oehler, si capisce da sé.”

Consiglio la lettura di questo breve romanzo a chi già conosce l’autore. A chi volesse avvicinarsi a Thomas Bernhard per la prima volta, meglio provare con altri titoli, ad esempio “Il soccombente” o “Antichi maestri”.

Thomas Bernhard, “Camminare”, pp. 125, € 13,00, Adelphi, 2018

Giudizio: 5/5


1.06.2018 Commenta Feed Stampa