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Cometa di Gregorio Magini

di Silvana Arrighi

“Il mio ricordo consiste di lampi, schegge di vetro e una cometa: per il resto ha sempre fatto fede la ricostruzione di mio nonno: passata la mezzanotte, di ritorno da una cena in agriturismo, a mezzo di una curva, il parabrezza della nostra Lanci fu colpito da un oggetto pesante ed esplose”[…] Mi salvai perché fui sbalzato fuori dal finestrino, che era aperto nonostante il fresco e il vento e i moscerini: mi era sembrato di intravedere pochi secondi prima dell’incidente, una vecchia con i capelli sulla faccia che faceva l’autostop, e mi ero affacciato per guardare meglio. Apparizione che di fatto mi salvò la vita e determinò le ultime parole di mia madre: Lele, chiudi il finestrino, fai freddo a tua sorella.”

Raffaele Del Gatto, orfano, donnaiolo e nevrotico, ci racconta di sé in prima persona a partire dai primissimi mesi della sua vita: ha uno spirito da giramondo e si sposta frequentemente in giro per l’Europa. Handicappato nell’uso del computer, a un corso di editoria digitale conosce Fabio, un nerd geniale col pallino dei social network, tipo solitario, che esplora strani mondi virtuali senza mai spostarsi da casa. “Era così. In fondo l’aveva sempre saputo che il suo tempo consisteva in una serie di piani vuoti intervallati da idee folli, a cui seguivano brevi esplosioni di attività furiosa, che si risolvevano in silenzio, inazione, insensatezza”.

Dal loro fortuito incontro e immediata amicizia nasce un progetto particolare ed ambizioso, un social network decisamente speciale, il cui nome – Comeetr – nasce da un gioco di parole con l’aggiunta di una erre e che li trascinerà in un pericoloso intrigo internazionale. Tuttavia, la loro complicità è solida e si avventurano insieme verso la possibilità di una vita più autentica.

“Sapevano ch’è normale entrare in età adulta rallentando, come rallenta il fiume quando raggiunge la pianura, e di questa tradizione si accontentavano, pur senza rinunciare a rileggerla a modo loro”.

Ho incontrato non poche difficoltà nella lettura di questo strano romanzo, a mio parere non privo di difetti. La narrazione è piuttosto discontinua e abbondano termini tecnici legati al mondo del digitale e del web e il relativo, tipico, linguaggio. Ci sono anche parecchi termini di invenzione, che si mescolano – confondendo il lettore con sottile ironia – ai numerosi neologismi e tecnicismi. Tuttavia, il romanzo di Magini – trentottenne fiorentino alla sua seconda esperienza editoriale – ha diversi elementi tali da porlo all’attenzione dei lettori con una certa convinzione. Innanzitutto la scrittura, impeccabile, che utilizza la prima e la terza persona alternandole nelle diverse parti che scandiscono il tempo della narrazione. La tematica, attuale e per certi versi illuminante su fenomeni non di secondo piano nella nostra società degli anni 2000.

Insomma, se dovessi dire che ci ho capito tutto direi una bugia. Mi sono chiesta più volte durante la lettura: quale pubblico può catturare un romanzo così? perché l’editore – che lo definisce “Opera aliena, al contempo per palati fini e stomaci forti” – ha puntato su un libro che probabilmente metterà a dura prova la pazienza e la capacità di comprensione di moltissimi lettori, per lo meno di quelli che, come me, abbiano passato da un po’ l’adolescenza? Mi do questa risposta: perché il romanzo tratteggia i confini di un’epoca, quella in cui si districano i trenta-quarantenni di oggi, è scritto bene ed è gradevole: al coraggio dell’editore, che si dichiara certo che  “Magini ha alzato un faro nel mare magnum dei romanzi di formazione e ha scritto un libro, a suo modo, generazionale” vanno quindi i miei complimenti e il mio invito a proseguire nella sua sperimentazione. Le grandi testate giornalistiche tendono ad ignorare le piccole case editrici che, al contrario, dimostrano spesso di saper fare ricerca e proporre buona letteratura.

Gregorio Magini, “Cometa”, pp.248, euro 15, Neo edizioni, 2018

Giudizio: 3,5/5


16.05.2018 Commenta Feed Stampa