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Si scioglie di Lize Spit

di Massimo Sola

Eva, la giovane insegnante protagonista del romanzo, intenzionata a fare i conti con il proprio passato, a chiudere una partita che è rimasta aperta come una ferita che il tempo non è riuscito a cicatrizzare tanto era profonda, accetta l’invito del suo amico d’infanzia Pim per la commemorazione del fratello Jan, morto giovanissimo in circostanze poco chiare.

Così da Bruxelles, la città in cui vive ora, torna per la prima volta dopo nove anni nel paese dei suoi genitori, entrambi alcolizzati e responsabili in buona parte dell’infelice infanzia dei loro tre figli, in particolare di Tesje, la più piccola, che, per riuscire a vincere i suoi fantasmi, dovrà essere affidata a un’altra famiglia; torna portando con sé, nel bagagliaio della sua auto, un blocco di ghiaccio.

Pur non essendoci una grande distanza da percorrere, il viaggio è lunghissimo: a rallentarlo sono i ricordi di Eva, che riempiono gran parte delle pagine del romanzo e che ci mettono al corrente dei drammatici avvenimenti accaduti laggiù, prima della sua fuga.
I capitoli datati dal 4 luglio al 10 agosto 2002, dedicati alla rievocazione dei suoi rapporti con gli amici Pim e Laurens e che terminano con un efferato atto di violenza nei confronti della protagonista, sono narrati, a differenza degli altri, al presente; quello per Eva è un passato che non passa, stampato indelebilmente nella sua memoria.

Eppure, eppure… : “ Se vent’anni fa fosse comparsa una versione tredicenne di me e mi avesse detto: ‘So quel che accadrà, vattene di qui’ non mi sarei mossa di un centimetro. Io e Tesje saremmo rimaste lì sedute, non perché eravamo felici, ma perché le cose devono accadere prima di potersene pentire, e anche perché il sacchetto delle patatine non era ancora del tutto vuoto.”
Quando Eva, finalmente, arriva a destinazione, mette in atto la sua macabra vendetta “nella speranza di diventare una volta per tutte un enigma.”

Mentre il ghiaccio si scioglie, come recita il titolo, la tensione è altissima: o si decide di correre velocemente fino all’ultima pagina per sciogliere, almeno noi lettori, l’enigma di cui parla la protagonista, che non è altro che la materializzazione dell’indovinello, leitmotiv che attraversa tutto il romanzo, inventato da Eva per compiacere i suoi due amici; oppure ci si ferma per far sì che il battito cardiaco rallenti. Io ho scelto di fermarmi e di prepararmi un caffè. Poi sono tornato ad ascoltare la voce di Eva fino alla fine.
Provate ad immaginare il peggio; ecco, ci troviamo da quelle parti.

Nelle pagine conclusive non si tirano tutte le somme; le cause di alcuni fatti gravi restano nell’ombra, ma non è difficile individuarne la responsabilità nell’insoddisfazione per la propria vita di genitori per cui la cura dei figli non è sentita come il primo dovere.

Nel frattempo siamo venuti a conoscenza della vita che si svolge in un piccolo paese fiammingo, dove bambini e giovanissimi adolescenti sono abbandonati a loro stessi; dove per sfuggire alla noia si inventa un gioco umiliante per le ragazze. Gioco che culminerà in dramma. Romanzo consigliatissimo, tranne che a lettrici o lettori facilmente impressionabili, a causa di alcune pagine dove la suspense raggiunge livelli molto elevati e altre in cui gli atti di violenza sono narrati in termini molto crudi e dettagliati; romanzo consigliatissimo anche perché scritto da una giovane autrice, promessa della letteratura fiamminga.


Lize Spit, “Si scioglie”, (trad. David Santoro), € 18,00, pp. 460, edizioni e/o.

Giudizio: 4/5


28.03.2018 Commenta Feed Stampa