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La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovão Tezza

di Danilo Cucuzzo

La caduta delle consonanti intervocaliche _ Cristovão TezzaHeliseu da Motta e Silva, «Una vita dedicata alla filologia romanza, con particolare attenzione agli elementi di formazione del portoghese moderno, morfologia, lessico e sintassi.», a settant’anni suonati, oggi riceverà un’onorificenza dalla sua università. Appena apre gli occhi, il professore incomincia a pensare al discorso di accettazione che, per come la vede lui, dovrà riassumere un po’ tutta la sua vita, in modo tale che quell’onorificenza – meritatissima, sia ben chiaro – finisca per dare un senso alla sua vita.

L’intero romanzo del brasiliano Cristovão Tezza, a sua volta professore di filologia, si muove fra i ricordi, accademici e privati, del suo protagonista. Da quando si sveglia sino a quando si veste – dovendo rinunciare alla cravatta per manifesta incapacità di annodarla in modo decente – per uscire. Poche ore, dunque. Un lasso di tempo brevissimo se paragonato a una vita intera, ma più che sufficiente ad Heliseu per ripercorrerne tutte le tappe fondamentali, tutte le illusioni, tutte le delusioni, gli indimenticabili picchi di gioia e gli ancor meno dimenticabili eventi che ne hanno caratterizzato il fallimento. Un fallimento per certi versi nascosto, occultato dall’apparenza di stimato professore, ma un fallimento come marito, padre e, in fondo, anche come amante.

Grazie alla caduta delle consonanti intervocaliche – occorsa a cavallo fra il X e l’XI secolo, e grazie alla quale è nata la lingua portoghese – Heliseu da Motta e Silva, non soltanto si è costruito una eccellente reputazione accademica, con all’attivo un’importantissima pubblicazione considerata ancora oggi fondamentale, ma ha anche conosciuto sua moglie Mônica e, in un certo senso, anche la francesina Therèse, una brillantissima dottoranda che gli fece perdere la testa e accettare il fatto che la relazione con la moglie non era più quella che avrebbe dovuto essere.

In “La caduta delle consonanti intervocaliche”, Cristovão Tezza vince l’ardua sfida di racchiudere una vita intera in poche ore, e ci riesce grazie a una scrittura di altissimo livello: evocativa, precisa, mai pedante e nemmeno pretenziosa, nonostante Heliseu – per deformazione professionale, immagino – non riesca a sottrarsi al vezzo di infarcire i suoi turbinanti ricordi di citazioni dotte tratte dagli autori che, di fatto, hanno dato vita al portoghese moderno. A tale riguardo, un plauso va certamente tributato a Daniele Petruccioli, a sua volta, data la natura del testo di Tezza, vincitore di una sfida mica da ridere.

In conclusione, “La caduta delle consonanti intervocaliche”, nonostante il titolo italiano (quello originale è O Professor) possa far pensare a un barboso saggio rivolto a pochi, è in realtà un romanzo appassionante con un protagonista destinato a rimanere a lungo nella mente di chi lo abbia conosciuto.

“La caduta delle consonanti intervocaliche”, Cristovão Tezza, trad. Daniele Petruccioli, Fazi Editore, pp. 238, € 17.50, 2016, Letteratura Brasiliana
Giudizio: 4/5


6.09.2016 Commenta Feed Stampa