Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Germinale di Emile Zola (traduttore Camillo Sbarbaro).

Germinale di Emile Zola (traduttore Camillo Sbarbaro).

di Silvana Arrighi

germinaPreceduto da un accuratissimo lavoro di ricerca storica sullo sciopero dei minatori avvenuto nel 1884 nella regione di Valenciennes, Germinal è stato pubblicato dapprima a puntate come feuilleton nell’84-85 e successivamente in forma di volume nell’85. Le vicende narrate, tuttavia, si situano negli anni 1866-1867: è questa una scelta di Zola che ricollega la storia che accade nel romanzo ad una miscela di fatti realmente accaduti, sia pure diversi anni dopo, al momento della stesura dell’opera.

La vicenda è ambientata a Montsou, villaggio di fantasia nel nord della Francia che nel nome, però, richiama il realmente esistente Montceau-les Mines dove, nel 1882 erano scoppiate agitazioni degli operai coinvolti nel lavoro nelle miniere ed erano avvenuti attentati anarchici.

Protagonista del romanzo è Étienne Lantier, “un bell’uomo, accentuatamente scuro, d’aspetto robusto, sebbene piuttosto smilzo”, arrivato ventunenne a Montsou a seguito del suo licenziamento dalla fabbrica dove lavorava come macchinista a Lille.  Un filo sottile lega questo personaggio, attraverso la figura della madre, ad altre situazioni narrate altrove da Zola nel Ciclo dei Rougon-Macquart (di cui Germinal è il tredicesimo libro) e vi è solo qualche accenno ad una sua ereditaria pulsione, mediata dall’alcolismo, all’omicidio. L’ambientazione nella regione mineraria è resa molto efficace grazie al privilegiato punto di vista di una famiglia, i Maheu e di molte altre famiglie di minatori che vivono in condizioni di estremo disagio e di ristrettezze quasi al limite della sopravvivenza, a causa delle durissime condizioni di lavoro nelle miniere e delle paghe da fame percepite. La storia quindi, attingendo a piene mani a fatti realmente avvenuti (Zola soggiornò a lungo nel comune di Anzin allo scopo di documentarsi), descrive le lotte dei minatori contro i padroni e il capitale, il loro sciopero a oltranza, che li affama ancor più e alla fine li costringe alla resa. Narrando in parallelo la storia del movimento operaio e la nascita dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (Londra 1864), Zola esprime sia i suoi personali rancori contro i borghesi sia i suoi timori che l’ingenuità delle masse le renda facile preda dei politicanti. Diversi personaggi nel romanzo (Souvarine, Pluchart, Rasseneur, lo stesso Étienne) incarnano le diverse tendenze che si andavano sviluppando all’interno dell’ampio movimento socialista. L’ambiente  della miniera è un universo ricco di simboli: il nero che impera nei suoi meandri, di intestinale e claustrofobica complessità, l’ininterrotto e disperante senso di pericolo e di sepoltura a centinaia di metri sotto terra, l’inesorabile calore e la soffocante umidità offrono miriadi di drammatiche possibilità narrative, utili a esemplificare le tensioni  sociali, le ossessioni e le  paure dell’epoca unitamente alla ineluttabilità della disperante condizione dei più deboli.germinale

“Chi soffriva maggiormente era Maheu. In alto, la temperatura arrivava a toccare anche i trentacinque gradi, l’aria non circolava, e a lungo andare il soffoco diventava mortale […] Quel supplizio, poi, era reso particolarmente grave dall’umidità. La roccia, sopra di lui a qualche centimetro dal suo volto, era tutta un ruscellare d’acqua; continui e fitti goccioloni, battendo con una specie di ritmo ostinato, percuotevano sempre nello stesso punto […] E pareva che le tenebre fossero d’un nero mai visto, ispessito dalla polvere di carbone alitante in ogni dove, appesantito dai gas che gravavano sugli occhi.”

Con grande abilità, peraltro, Zola pone nel suo intreccio narrativo contrasti, gelosie ed invidie anche all’interno delle diverse classi contrapposte (borghesi ed operai), inserendo tuttavia anche la flebile speranza di una dolce storia d’amore, una sorta di riscatto alla “rassegnazione passiva delle ragazze che subiscono precocemente il maschio […]. Non era forse la legge comune quella? […] uno stupro dietro il terrapieno, un figlio a sedici anni, poi la miseria in famiglia, se il suo galante l’avesse sposata.”

Geniale il titolo, scelto fra una rosa di ipotesi, via via scartate dall’Autore. Nel rievocare il 12 Germinale dell’Anno III (1° aprile 1795) nel corso del quale il popolo affamato insorse per rivendicare il pane, rimanda alla stagione primaverile durante la quale avviene la rinascita e poi la fioritura di nuovi germogli, metafora della primavera dell’uguaglianza operaia attraverso i primi frutti della rivoluzione. Nella conclusione, Zola accosta i minatori alla germogliazione dei vegetali dalla terra e la fioritura delle piante diventa allora la metafora della rivolta operaia.

Come I Miserabili di Hugo o Furore di Steinbeck, Germinal di Zola è un’ opera letteraria tuttora valida, che si presta alla lettura di qualunque attualità di contesto di lotta per la sopravvivenza e di rivalsa popolare, andando a porsi nel novero dei romanzi  a valenza universale. La scrittura è asciutta, basata sulla narrazione dei fatti escludendo le emozioni e i sentimenti personali dell’autore, e consentendo che questi nascano spontanei nel lettore: è il Naturalismo, di cui Zola è massimo esponente.

Emile Zola “Germinale”, Charpentier 1885 (Germinal). 1ª ed. italiana Stab. Tip. della Tribuna, Roma 1886 (traduzione di Luigi Mercatelli). Giulio Einaudi Editore, Torino 1951 (traduzione di Camillo Sbarbaro), ET Classici 2005.

Giudizio: 5/5


15.06.2016 Commenta Feed Stampa