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London Underground di Don Winslow

di Enzo Baranelli

winslow-copertinaIl romanzo che ha dato per la prima volta fama e successo a Don Winslow è del 1991: “London Underground” è costruito intorno a una trama all’epoca usata e non originale, ma sicuramente non abusata come oggi, quando ci ritroviamo sul grande schermo, nell’arco di pochi anni, il pessimo padre, non può essere solo sfiga, Liam Neeson che si è fatto rapire per tre volte la figlia. Il centro del romanzo sono la struttura del linguaggio che vive del ritmo delle frasi e il protagonista Neal Carey, addestrato fin da piccolo a compiere missioni di recupero, pedinamenti e altro. Un romanzo scorrevole, di puro intrattenimento, con ottime scene d’azione e descrittive, e ottimi dialoghi: insomma, un intrattenimento di alta ed eccellente fattura.

Lo sguardo dell’autore non utilizza la prima persona di Neal Carey, ma si avvicina molto a questa prospettiva costruendo quasi ogni scena intorno al Neal, e passando per osmosi il suo divertente sguardo ironico al protagonista. Il lettore surfa velocemente sulle pagine grazie all’onda creata dall’inventiva, il linguaggio e il ritmo senza pause di Don Winslow.

Sebbene il suo capolavoro rimanga il dittico costituito da “Il potere del cane” e, in tono lievemente minore, “Il Cartello“, Winslow già oltre venticinque anni fa, era uno scrittore capace di toccare i giusti tasti per imbastire un’avventura dalle sfumature noir, ma costruita principalmente per compiacere il lettore, farlo mettere comodo e lasciarlo immergere in una storia rassicurante, ma non priva di una vera tensione artistica. Un buon compromesso per riuscire a ottenere il successo che desiderava, senza svendere la sua evidente abilità di scrittore per una trama troppo banale o inverosimilmente realistica a ogni costo – raggiungendo il risultato opposto: si vedano i gialli Sellerio, che rappresentano una letteratura borghese di rassicurazione e conforto che è la vera sconfitta per un editore, un tempo, aiutato da Sciascia a pubblicare grandi, misconosciuti, autori di genere come James Barlow oppure Holiday Hall, duri e senza compromessi, ma poi tristemente finita, oggi, a correre dietro alla moda dei commissari della serie “facce ride” – alla Manzini – o altri anche peggiori.

Un onesto, riuscito romanzo d’intrattenimento con dialoghi divertenti, il ritmo proprio di un buon narratore, e senza altre pretenziose ambizioni. Winslow gioca a carte scoperte, e se lo può permettere.

Don Winslow, “London Underground“, pp. 411, 16 €, Einaudi, 2016.

Giudizio: 4/5


25.05.2016 Commenta Feed Stampa