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Senza consenso di Jon Krakauer

di Danilo Cucuzzo

Senza consenso«Molte donne conoscono fin troppo bene uomini […] che hanno una tale convinzione della propria precedenza da restare sordi quando una donna dice, “No, grazie” oppure “Non sono interessata” o, addirittura, “Fottiti, farabutto”.»

Prendendo spunto dagli eventi occorsi a Missoula, una piccola cittadina universitaria del Montana, Jon Krakauer indaga la piaga delle violenze sessuali dando voce alle vittime, ai carnefici (o presunti tali) e ragiona su come le falle del sistema giudiziario tendano ad allargarsi allorquando ci si imbatte in un caso di stupro.

L’accurata ricerca, l’attenzione a tutte le fonti (denunce, rapporti della polizia, interrogatori, dichiarazioni giurate di esperti di parte e non, articoli di ricercatori e di cronaca, nonché lettura di blog ecc.), la scrittura precisa ma non pedante e il professionale distacco dell’autore, rendono “Senza consenso” un saggio di estremo interesse e di forte impatto narrativo.

Tra il 2008 e il 2012 furono denunciati 350 stupri (o come stabilisce la legge del Montana: “rapporti sessuali senza consenso”) avvenuti all’interno del campus della locale università; molti di quegli stupri sarebbero stati perpetrati da giocatori della locale squadra di football – squadra di football che in città viene come minimo adorata.  «Quando in questo paese una persona viene stuprata, in più del novanta per cento dei casi lo stupratore la fa franca.» asserisce Krakauer; figuriamoci quando l’accusato è un eroe popolare con casco e protezioni e l’accusatrice una ragazza che non disdegna di “spassarsela”. L’aspetto più interessante del libro, per noi che viviamo da quest’altra parte dell’oceano sotto un sistema giudiziario molto diverso da quello anglosassone, è proprio quello inerente al trattamento riservato alle vittime (o presunte tali – ci sono casi di denunce false, ma sono molti meno di quanto si vorrebbe far credere; nell’insieme si possono considerare irrilevanti) da parte del “pubblico”.  Nel corso di un’arringa, una procuratrice, parlando alla giuria, disse: «Lo stupro è l’unico crimine in cui si presume che la vittima menta. […] “Se una persona subisse un furto in un vicolo, saremmo scettici nei confronti della testimonianza della vittima… dato che non c’era nessun testimone oculare? Dubiteremmo della vittima di un furto con scasso perché la porta non è stata chiusa a chiave? La vittima non è la persona da incolpare, quale che sia il crimine. Bisogna far sì che a risponderne sia l’aggressore.» In Italia abbiamo avuto sentenze della cassazione che si “dilettavano” a disquisire dell’abbigliamento della presunta vittima – minigonne, jeans attillati, ecc. – ma, sopra ogni cosa, ogni qualvolta un caso di violenza sessuale sale agli onori delle cronache nazionali, abbiamo una pletora di “giuristi della domenica” che, dopo aver attentamente vagliato tutti gli stereotipi, liquidano la vittima come “una che se l’è andata a cercare”. L’importanza di questo libro sta proprio nel mettere il lettore di fronte a un fatto chiaro e incontrovertibile: Lo stupro esiste e la vittima – per quanto i suoi comportamenti possano essere biasimevoli – ne subisce conseguenze tali da segnarla per lungo periodo se non per il resto della vita.

Senza consenso” è una lettura consigliata a tutti coloro che sono sensibili all’argomento, ma anche a quelle persone che preferiscono non guardare troppo attentamente per paura di farsi male. Inoltre, sarebbe bello che un libro come questo venisse discusso nelle scuole superiori, sono certo che ragazzi, ragazze e insegnanti vi troverebbero innumerevoli spunti di riflessione.

“Senza consenso”, Jon Krakauer, trad. Sebastiano Pezzani, Corbaccio, pp. 396, € 19.60, saggistica, 2016
Giudizio: 4/5


11.04.2016 Commenta Feed Stampa