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Triskele e sulla estetica del disprezzo. Criminalia #3

di Vito Benicio Zingales

12025535_1026757090708228_1417771436_nAlla fine, amico mio, posta e risolta la questione sulla estetica del disprezzo, qui in questi giorni di magra siciliana, trascorrendo il rammarico al largo d’ogni cosa, si resta soli col cuore e la scelta. Tu, giovane uomo, avrai modo di vederli ancora, tra conquiste incerate e manufatti di trionfi, aggirarsi in coppia, ed è presumibile, per levitare consensi al proprio disavanzo etico e rendere pari la violenza ad ogni slancio che da liberi si cercò nel dubbio. Li riconoscerai, non per l’antica trama dei tessuti, ma per quel gesto che era familiare ai tempi della comune rivoluzione: il loro palmo sarà identico a quello dei vecchi tiranni dispregiati prima dell’inno all’enfasi. Li sentirai, non in quell’antico urlo che legava l’Onore gli uni agli altri, ma in quello stridulo beccheggio levato al giorno solo per porre rimedio al groviglio causato dalla loro sciacalleria. E ti capiterà di testimoniare il loro passaggio, quando, di porta in porta verso una più solida anagrafe da compromettere al proprio scafo, sentirai i loro attrezzi battere schiene di vecchi ormai inabili al più prudente dei delitti. La loro furia, simile alla boria che destreggia i politicanti, la saprai negli occhi di chi ti consegue il fianco e non ci sarà ciurma a tenere il maestro al vento: tale è il terrore di chi invive sotto lo scacco della compiacenza.
… amico mio, se mai li vedessi al transito da queste parti, tra vacche e orpelli guasti, ricorda che indossano l’ordito dei più disastrati tra i frombolieri monopalla. Soprattutto, non cadere nel fallo: lo dicono ferinamente, non sono Siciliani, ma la la triviale vittoria della tradizione …


21.09.2015 Commenta Feed Stampa