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Tarda estate di Bonaventura Tecchi

di Claudio Della Pietà

tarda estateI libri di Santi Quaranta, casa editrice di Treviso che lo scorso anno ha celebrato il venticinquesimo anniversario di vita, pubblicando un bellissimo catalogo storico, sono per me oggetti di culto. Sono opere d’arte, dai colori tenui e con immagini di copertina che introducono prepotentemente nella storia.

Fin dalle prime letture ho apprezzato la passione che emerge da ogni volume, e che si coglie, viva, nell’incontro di persona con Ferruccio Mazzariol sempre disponibile e contento di raccontare i libri ai lettori.
Con il libro “Tarda estate“, l’amico Mazzariol mi ha dato la possibilità di conoscere un autore, per me, nuovo, Bonaventura Tecchi, uomo ricco di esperienze profonde, dal punto di vista intellettuale e umano. Per questo motivo altri suoi volumi sono già sul mio tavolo.
Tecchi ci racconta, quasi declamando una poesia dopo l’altra lungo queste centosessantotto pagine, la parte finale della vita di un medico, in un paesino della campagna laziale.
E’ un uomo realizzato, sereno, che incontra volentieri i suoi malati ai quali porta, innanzitutto, una medicina gratuita ed efficacissima, che è la buona parola, lo sguardo, la leggerezza.
Si impegna anche per migliorare, per quanto possibile, le condizioni di vita a Borgovecchio, spronando un politico locale amico di infanzia, ad azioni concrete, e da vedovo quale è, vive una nostalgia evidente e composta, per una grande passione. Le donne.
Ce n’è una in paese, una nobile vecchia fiamma che, qua e là, per sessantadue pagine, lo tormenta con la sua malcelata curiosità, fino all’arrivo degli sposi.
Il nostro protagonista ha un figlio che, convolato a nozze per la seconda volta, e non ancora padre, porta la nuova compagna al suo genitore.
Qualcosa, e forse di più, prendiamo tutti dai nostri genitori, come si suol dire, e così il figlio “parcheggia” la moglie Luisella dal papà, e se ne va per lavoro, dando inizio a una nuova vita per lei e per tutti, soprattutto per il medico.
Da qui in poi, può succedere di tutto.
L’autore ci mette davanti una persona incantata dalla bellezza dell’altra.
E’ primavera, le giornate sono magiche, e il tormento cresce nell’animo buono del nostro medico, e siamo giusto a metà strada (a metà del libro).
Questo libro è scritto con un linguaggio poetico, e insieme mantiene una leggera effervescenza narrativa, un qualcosa di simile a una lieve tachicardia, che fa rimanere il lettore in costante tensione. Tensione positiva, tensione al bello, tensione al compimento di una storia; di una storia come le altre, come quella di ciascuno di noi.
Poche cose sono adatte a dare il senso della vita come il giro delle stagioni. E io credo che se, di là, da morti, potremo ricordare con nostalgia i giorni di qui, penseremo al variare delle stagioni come al succo, alla gioia stessa di vivere“.

Tarda estate di Bonaventura Tecchi, Editrice Santi Quaranti, prima edizione, novembre, 2014.

Giuizio: 4/5

23.07.2015 Commenta Feed Stampa