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Meravigliosa Chicago (a cura di Nicola Manuppelli) di Theodore Dreiser

Pagina tuttostoria [1]“La città della quale ora sto per scrivere, non è mai esistita su terra o mare; se ogni tanto potrà sembrare avere i contorni della realtà, non saranno altro che le ombre proiettate da una gloria che allora era tutta nella mia testa. Racchiuso nel guscio del mio corpo o del mio cranio, c’era uno specchio che colorava tutto ciò che rifletteva”.

Si concentrano in poche pagine i ricordi dello statunitense Theodore Dreiser, risalenti alla sua infanzia ed adolescenza, vissute negli ultimi decenni dell’800 fra Terre Haute nell’Indiana e Chicago. Figlio di immigrati tedeschi assai poveri e di convinta fede cattolica, Dreiser (1871 –1945) è il padre riconosciuto del romanzo americano realista, soprattutto grazie a quello che è ritenuto il suo capolavoro, “Una tragedia americana”, che conta all’incirca mille pagine. Tuttavia il lavoro che mi accingo a recensire, estrapolato dalla sua autobiografia (per quanto ne so non tradotta in italiano per esteso), è probabilmente un bel condensato del suo pensiero. Si tratta di un volumetto esile, stampato a caratteri eleganti su carta raffinata, in una veste tipografica preziosa (questo in realtà non lo esime dall’essere incappato in ben più di un refuso, a fronte di un prezzo di copertina non trascurabile).

Dilatato da occhi di bambino, il ricordo è talvolta appannato, talaltra molto vivido. Tram a cavalli, litigi fra vicini di casa, ingiunzioni di pagamento, i carretti dei venditori di ghiaccio e di ramoscelli per il camino, visite domenicali in parrocchia con uno stuolo di fratelli e sorelle, sullo sfondo di una Chicago di fine ‘800 in vertiginosa crescita demografica, che, provenienti da tutto il mondo, “accoglieva orde senza fine di vagabondi, sfaccendati, delinquenti e Dio sa cosa”, piena di colori e suoni che, a leggerli, fanno pensare a tanti film americani visti e rivisti con nostalgico affetto. “Una città nuova e grande, totalmente elettrizzante e che traboccava di opportunità”. […] “Un sogno di Aladino nelle Mille e una notte”.

Non è solo un libretto di ricordi infantili: specie nell’ultimo breve capitolo “Lavorando come venditore ambulante a Chicago”, Dreiser racconta le sue prime esperienze fuori casa, con pochi dollari in tasca e un lavoro trovato “come una manna”. In realtà ci lascia molto di più, l’eredità molto lucida delle sue riflessioni, la descrizione dei quartieri “pittoreschi e terribili” di una Chicago già trasformata, deformata in una metropoli odorosa di birra acida e whisky scadente, acido urico e gas usciti dalle crepe delle fognature, con la sua “umanità ottenebrata”di abitanti sudici e degenerati, ciondolanti sui gradini dei locali o nei vicoli (“Forse avete visto i dipinti di Hogarth su Londra ai tempi di Carlo II – Il ciclo che va sotto il nome “La carriera del libertino“.).

(In basso: William  Hogarth - La carriera del libertino, L'orgia - 1735).hogarth--03 [2]

 

Nel finale emerge alta e forte l’opinione di Dreiser sulla società americana dell’epoca, spingendosi fino a dettare indicazioni (forse un po’ moraleggianti) sul modo intelligente in cui organizzarsi per darle un buon governo. “I saggi – che di tanto in tanto la natura sembra generare se non volontariamente, almeno per caso – potrebbero ragionevolmente fare in modo che agli individui più materialisti e più egocentrici e assolutamente privi di una concezione di bene collettivo non sia permesso sfruttare troppo spietatamente coloro che sono meno intelligenti o meno avari. […] Sebbene io non sia affatto dell’opinione che siamo nati liberi o uguali – nemmeno uguali di fronte a ogni tipo di legge – ciò nonostante sono favorevole a quei sistemi e metodi educativi e culturali grazie ai quali si può raggiungere un equilibrio fra chi è troppo debole e chi è troppo forte.[…] E la vera democrazia è per me un insieme di persone altamente organizzate e capaci di produrre piacere”.

Un libro breve, che non è neppure un libro, è un’atmosfera. Bene a fatto il curatore, Nicola Manuppelli, a regalarci questa piccola perla.

Theodore Dreiser, Meravigliosa Chicago, (a cura di N. Manuppelli), pp. 83, € 9,90, Mattioli 1885, 2015.

Giudizio: 5/5.