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Chi manda le onde di Fabio Genovesi

di Danilo Cucuzzo

Chi manda le onde di Fabio GenovesiPercorrendo il sentiero del dolce-amaro e facendo qualche deviazione per buttare un occhio alle storture della vita in generale e della società contemporanea in particolare, Chi manda le onde viaggia più lentamente di quanto sarebbe auspicabile. L’impressione a bordo è che il pilota, per portarci a destinazione, abbia scelto la strada più lunga, tortuosa e sconnessa possibile. Nonostante la scrittura leggera e la naturale propensione all’ironia di Fabio Genovesi, infatti, troppo spesso il lettore viene agguantato e trascinato via dalla noia. Colpa delle troppe ripetizioni, di qualche debolezza strutturale e del sovraccarico al quale è stato sottoposto il mezzo. Peccato, perché i personaggi della piccola Luna, ragazzina albina alle prese con il peso di essere “diversa” e propensa a rifugiarsi nel sovrannaturale, e di Zot, bambino venuto da Chernobyl e che parla e si comporta come un vecchio (ha una passione sfrenata per la canzone italiana anni che furono), appaiono davvero riusciti: divertenti perché assurdi e profondi perché veri. Peccato perché, tutto sommato, anche il bagnino in pensione Ferro, impegnato in una lotta personalissima contro la prepotente invasione dei miliardari russi intenzionati a comprarsi tutta la Versilia, sarebbe stato a sua volta un personaggio simpatico; e peccato anche per Serena, madre di Luna e Luca (Luca è una specie di Dio greco sia fuori che dentro, oltre che il propulsore di tutta la vicenda) e donna tanto sciatta nel vestire quanto bella; e peccato, ancora una volta, per Sandro, quarantenne senza arte né parte, esperto nel mestiere di arrangiarsi e riconosciuta autorità nel campo del non portare mai niente a termine. E ci sarebbero poi anche gli amici di quest’ultimo, Rambo e Marino, ai quali l’autore concede fin troppo spazio. Insomma, c’è troppa materia per un romanzo solo. Si ride per una battuta o per una situazione, poi si scuote la testa pensando: “Eh, già, proprio vero. Che mondo…” e poi, qualche pagina più in là, si guarda l’ora sbuffando e sperando di tornare al più presto sulla via principale, perché non se ne può proprio più di deviazioni e si vorrebbe tanto arrivare in porto, a guardare il mare, lascarsi accarezzare dalle onde.

“Chi manda le onde”, Fabio Genovesi, Mondadori, pp. 391, narrativa italiana, € 19, 2015
Giudizio: 2/5


11.05.2015 Commenta Feed Stampa