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Vita dopo vita di Kate Atkinson

di Flavio Villani

download11 febbraio 1910: in una notte gelida e innevata, una bambina sta per nascere, ma il cordone ombelicale stretto intorno al collo glielo impedisce. In quella notte nascita e morte, come le due facce di una stessa medaglia, coincidono perfettamente. Basterebbe una banale forbice e una mano provvidenziale (la levatrice però è bloccata dalla neve in una taverna e il dottor Fellowes è occupato con una emergenza inattesa) per far sì che nascita e morte si separino, dando alla vita una possibilità. Almeno per un certo tempo, fino alla prossima volta in cui le tenebre si addenseranno sulla protagonista. Ma ora la partoriente è stata raggiunta dal medico e l’atto, tanto semplice quanto fondamentale, di liberare il collo della bambina è avvenuto in tempo. Ursula può vivere il primo atto della sua vita. Pochi capitoli e il lettore è già in un saliscendi di emozioni che proseguiranno, con qualche cedimento di troppo nella parte centrale del romanzo, fino all’ultima pagina di Vita dopo vita, straordinario lavoro di Kate Atkinson, giustamente acclamato in Gran Bretagna e Stati Uniti come uno dei migliori romanzi del 2013.

Il romanzo racconta la vita di Ursula Todd, ma forse sarebbe meglio dire le vite di Ursula Todd, così come le sue morti, procedendo attraverso alcune fra le infinite possibilità che il caso, con raro senso dell’umorismo, scodella, di volta in volta, lungo la linea temporale che collega alfa a omega.

Ursula, terzogenita di Hugh e Sylvia Todd, è una bambina di una sensibilità che si può definire straordinaria. Ha infatti l’eccezionale capacità di “sentire”, più che di prevedere, il futuro; una qualità che le permette, mettendo in atto azioni apparentemente insensate, di modificare il corso di eventi che, già accaduti sotto i nostri occhi secondo una certa modalità, possono nuovamente manifestarsi in modo lievemente, ma sostanzialmente differente. Se ciò non avvenisse essi si solidificherebbero in modo irreversibile, negando una seconda (ma anche una terza o una enne) possibilità alla protagonista. Azioni tanto assurde (in un caso, per esempio, spinge dalle scale la domestica di casa, quasi ammazzandola, ma in realtà salvandole la vita) che la porteranno, in età ancora infantile, dritta dritta da uno psichiatra, il dottor Kellet. Medico che, per fortuna di Ursula, è più interessato alle filosofie orientali e alla metempsicosi, che alla cura dei folli (a quei tempi ancora piuttosto rudimentale).

La narrazione, nonostante i molti decenni (sono comprese le due guerre mondiali, e anche il dopoguerra di entrambi i conflitti) e i continui salti spazio-temporali, si mantiene incredibilmente lineare, una sorta di gioco di prestigio narrativo che lascia sconcertati per l’abilità con cui la Atkinson porta a compimento il proprio progetto. Ma al di là della struttura affascinante, anche la scrittura è coinvolgente: di rara potenza evocativa nelle scene del bombardamento di Londra, fastidiosa quando rappresenta l’alienazione della violenza fra le mura domestiche, dolce e commovente nelle situazioni intime, familiari, nella descrizione della vita infantile. Mai tuttavia l’idillio e la bellezza della natura, descritta in abbondanza, permettono di dimenticare che il caos e le tenebre assediano la vita di ogni essere umano. Decisamente meno riusciti i capitoli “tedeschi” dove la descrizione del “Nido dell’Aquila” di Hitler sembra cavata da qualche libro di storia e il personaggio di Eva Braun è per me privo di vita.

Le suggestioni sono comunque moltissime, i riferimenti filosofici, le citazioni shakespeariane e dei poeti metafisici inglesi, in primis John Donne, numerose, ma mai fastidiose e fini a se stesse. Le decine di personaggi che popolano la narrazione sono attentamente costruiti. Tutti vivono di vita propria, esistono e fanno affezionare il lettore alle loro vicende.

Certo, non si tratta dell’usuale prêt a porter letterario che può essere letto mentre si cucina, si ascolta la radio o si consulta FaceBook. Necessita di attenzione e rispetto da parte del lettore che però ne verrà ripagato con quel tempo meraviglioso e sospeso che attiene alla lettura e a nient’altro.

Per finire, ottima la traduzione di Alessandro Storti.

Kate Atkinson, Vita dopo vita, pp. 521, 18,60 €, Nord, 2014.

Giudizio: 4/5.


4.12.2014 Commenta Feed Stampa