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I diabolici di Boileau e Narcejac

di Enzo Baranelli

i diabolici copIn questo noir del 1952, con il quale l’editore Adelphi inizia la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac, l’atmosfera d’apertura è immersa nella nebbia. Il lettore può sentire l’umidità penetrargli nelle ossa. Oblò di una nave come lune sospese, la punta di un grammofono che scivola su un disco, l’attesa di Fernand Ravinel e per la moglie Mireille: sono elementi della struttura narrativa che creano un senso di oppressione e terrore senza che sia accaduto ancora nulla. Maestri del nuovo noir o del poliziesco senza investigatori, Boileau e Narsejac hanno trasformato il genere a partire dagli anni Cinquanta. Nel 1955 Clouzot trasse da questo romanzo un famoso film con Simone Signoret.

La sensazione di angoscia si propaga attraverso ogni pagina, facendo sprofondare il protagonista, Ravinel, in un’allucinazione che rende labili i confini tra reale e fantastico. E’ proprio l’unione del realismo del quotidiano al genere fantastico l’elemento innovatore delle storie di Boileau e Narcejac. Fernand uccide la moglie con l’aiuto dell’amante Lucienne e poi sposta il corpo nel lavatoio esterno alla casa per simulare l’incidente o il suicidio. Si procura gli alibi necessari per poi tornare a casa e fare la “sconcertante scoperta”: qualcosa però non è andato come previsto. Storia di nebbie e fantasmi, “I diabolici” accendono in chi legge un’ansia gelida che scorre come sudore freddo tra le pagine.

 

Boileau – Narcejac, I diabolici (ed. or. 1952), pp. 173, 16 €, Adelphi, 2014.

Giudizio: 5/5.


5.11.2014 Commenta Feed Stampa