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Le persone, soltanto le persone di Christian Raimo

di Danilo Cucuzzo

le persone soltanto le persone di christian raimoI protagonisti degli otto racconti che compongono Le persone, soltanto le persone, ultima fatica letteraria di Christian Raimo, sono quasi tutti giunti a quello stadio della vita nel quale ci si sente ancora giovani ma si viene percepiti dagli altri come definitivamente e inesorabilmente adulti. È un periodo nel quale viene naturale farsi due conti e, oggi più di ieri (ma forse è sempre stato così), il bilancio risulta in rosso. Precariato lavorativo, impossibilità (nonostante la buona volontà) di recidere sul serio il cordone ombelicale con i genitori, incapacità di costruire relazioni che possano definirsi a tutti gli effetti adulte con l’altro sesso, sono le principali voci in perdita di quel bilancio.  E allora ecco che i personaggi di Raimo – alcuni dei quali squinternati oltre che squattrinati, ma tutti malinconici e affetti da sensibilità acuta – tentano di aggrapparsi a qualunque cosa pur di raggiungere quella felicità che sanno, per averlo imparato sin da piccoli, essere là fuori da qualche parte. Questi giovani-adulti cercano negli altri quella comprensione, quella condivisione e quell’approvazione necessarie per riportare in pari il bilancio, poter guardare il mondo dritto negli occhi e procedere a testa alta, sicuri, nel cammino sempre più incasinato della vita contemporanea. C’è chi lo fa attraverso un rapporto epistolare con una carcerata della quale si è innamorato, chi prendendosi cura e accompagnando a passeggio un ragazzo handicappato, chi aiutando il fratello a tirarsi fuori da una profonda depressione dovuta alla fine inaspettata e cruenta di una storia d’amore e, infine, c’è chi ci prova per mezzo di relazioni extraconiugali. In effetti c’è molto sesso in questi racconti. È un sesso quasi mai vissuto come dovrebbe essere ma sempre come una specie di lotta, di rivendicazione, di Ehi! Ci sono anch’io, cazzo!

Come in tutte le raccolte che si rispettino, non tutti i racconti risultano piacevoli allo stesso modo, alcuni sono meglio riusciti di altri e, per quanto riguarda Le persone, soltanto le persone, quelli che ho apprezzato maggiormente sono stati, in ordine di gradimento: Il cielo stellato lontano da noi (nel quale un uomo in crisi con la moglie, trova nel soccorso al fratello disperato per la fine assurda di un amore, il mezzo per rimettersi in piedi), Le cose (dove un uomo sposato da vent’anni ha messo incinte la moglie e la giovane amante ma torna a sentirsi vivo solo quando s’innamora di una lesbica assassina e inizia a scriverle barocche lettere in carcere) e Il tesoro nascosto nel campo (dove un ragazzo deve tornare a vivere dai genitori perché non ha più un soldo e lì entra in contatto prima con un muratore polacco che sta lavorando alla ristrutturazione della casa di famiglia, poi con un’associazione comunista tutta dibattiti e poca sostanza e, infine, con un ragazzo handicappato che ragiona come un bimbo di tre anni pur mantenendo le pulsioni fisiche di un ragazzo perfettamente sano).

Nel complesso, il libro è ben scritto – anche perché Raimo non teme né il linguaggio al limite del poetico, né quello crudo e sboccato utile a rendere credibili certi dialoghi – ma, scorrendolo, si avverte troppo spesso la sensazione che i personaggi non siano stati lasciati completamente liberi di esprimersi. Al contrario,  la presenza dell’autore appare troppo incombente/ingombrante.

Christian Raimo, “Le persone, soltanto le persone”, minimum fax, pp. 210, € 14, 2014

Giudizio: 3/5


29.09.2014 Commenta Feed Stampa