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Dammi tutto quello che hai di James Lasdun

di Enzo Baranelli

cop-LasdunA meno che tu non sia una celebrità, nessuno è interessato alla tua reputazione quanto lo sei tu”. Intrecciando una storia di diffamazione on-line alla propria biografia, dall’educazione in collegio fino a oggi, James Lasdun riesce a creare un memoir atipico ricco di spunti di riflessione: “Dammi tutto quello che hai” (pp. 261, Bompiani, 17 €). Il lungo viaggio sulla linea Superline da Chicago a Los Angeles offre la cornice adatta per pensieri sulla figura del padre e sulla propria, sull’America dei grandi paesaggi e sull’America impaurita dagli attentati: essendo seduto accanto a un passeggero di origine egiziana, verrà additato come possibile terrorista e durante la notte saranno entrambi indagati da due agenti federali. James Lasdun con un uso abilissimo del linguaggio, di grande bellezza formale, e della trama dà forma a una suspense in crescendo. Il lettore arriva a percepire sulla propria pelle il senso di assedio dell’autore, perseguitato per anni da una ex studentessa, Nasreen, di origini iraniane con accuse di furto di proprietà intellettuale, plagio e altro ancora. Quando inizia a fiorire un filone letterario di romanzi e fumetti ambientati in Iran come “Leggere Lolita a Teheran” o “Persepolis“, che è diventato anche un ottimo film, Nasreen s’infuria per il suo romanzo incompiuto in cui narra le vicende di una famiglia fuggita dopo la caduta dello Scià di Persia: crede che le abbiano rubato l’idea iniziale. Una pioggia di e-mail coinvolge Lasdun e anche colleghi, superiori e amici. Le insinuazioni di plagio compravendita di racconti o romanzi dagli studenti dei suoi corsi o addirittura accuse di stupro minarono la stabilità mentale di James Lasdun per oltre due anni. Nelle accuse di Nasreen viene spesso citata l’origine ebraica dell’autore. Da questo spunto James Lasdun può narrare della preparazione di un lungo articolo sulla ricostruzione di una delle prime sinagoghe a Gerusalemme. Dopo essere stato a Londra a controllare i progetti del padre, famoso architetto, l’autore giunge a Gerusalemme e racconta la difficile posizione per la difesa dei diritti di Israeliani e Palestinesi. Purtroppo la situazione è sempre tesa per una serie di provocazioni da entrambe le parti: razzi e giubbotti esplosivi da un lato e dall’altro attacchi aerei e uso dell’esercito di terra. “Israele e i Palestinesi sono, per il bisogno di giustizia, quello che la Svizzera è per gli sport invernali, una specie di luogo di vacanza morale” (Saul Bellow citato dall’autore).

Dopo il ritorno in patria, James Lasdun riceve attacchi e accuse di violenza e stupro tramite i commenti ai suoi articoli presso il Guardian pubblicati sul web. Riesce a farli rimuovere, ma la persecuzione continua. “Dammi tutto quello che hai” è il grido d’allarme, lo sfogo dialettico di uno scrittore con le spalle al muro, ed è la nostalgia per un mondo privo di maschere e, in qualche modo, puro.

James Lasdun, “Dammi tutto quello che hai”,  pp. 261,  17 €, Bompiani.

Giudizio: 4/5


2.08.2014 Commenta Feed Stampa