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Ovunque, proteggici di Elisa Ruotolo

di Chiara Condò

ovunque-proteggici-d231Proprio prima di preparare la valigia per l’ennesima, sofferta partenza, ho saputo che sarebbe stato uno zio a potarmi in stazione. La macchina su cui sarebbe poi venuto a prendermi porta il privilegio dei segni del tempo, come i membri della famiglia con i quali ha condiviso gli ultimi vent’anni. Vicino al volante c’è un magnete con due fotografie sbiadite; i miei cugini, biondi e inquieti nei loro sguardi sorpresi. Tra  i due una frase che suona, a distanza di così tanti anni, quasi come la formula di un incantesimo mal riuscito: “ovunque proteggi”.
Ma il primo, straordinario romanzo di Elisa Ruotolo è ben lontano dall’essere difettoso: al contrario, porta con sé la naturalezza di una promessa che è stata onorata ripetutamente nel corso delle pagine, allontanando il tradimento di una delusione. Di rado ho visto migliorare un autore (italiano, per di più) con una grazia così violenta, e  la struttura e lo stile di “Ovunque proteggici” sono lontani dalle incertezze della sua prima raccolta, “Ho rubato la pioggia” (pubblicata sempre dalla casa editrice romana Nottetempo, ben lungimirante).
Il romanzo è un lungo flashback, alla ricerca di un peccato originale al quale si accenna nel prologo, e che poi si trasforma in un’inquietudine sommersa, fluida e fredda nelle grotte della storia. E in questo regno sommerso è Blacmàn a governare, incarnazione di una famiglia marqueziana nelle sue vicende “di fulmini, di cattive voci”. La sua figura ingombrante di padre marito e uomo inaffidabile, spadroneggia nelle vite degli appartenenti a casa Girosa, piegandole ai loro destini con trucchi da fiera, assecondando il peso delle loro vergogne. L’intrecciarsi di esistenze memorabili si ripete nelle pagine, e la saga dei Girosa si lega alla storia degli oggetti posseduti, a loro volta abitanti delle stanze infinite della villa: un chiodo che si dice salvi dai fulmini, una valigia senza più proprietari, un ferro scacciaruggine…
Ma oltre alla poesia di cui una saga familiare ben fatta è piena, c’è un sentimento contemporaneo nel testo. Mi chiedo come la scrittrice sia riuscita a conciliare  una scrittura così antica e meridionale con la liquidità del presente, che sfugge al racconto, refrattario e impermeabile a una bellezza che sia tale senza ombra di disagio.
Candidato al Premio Strega 2014, il romanzo è stato presentato da Marcello Fois e Dacia Maraini, due padrini che bene hanno saputo rappresentare la doppia anima di romanzo storico e di “stirpe”. Ma “Ovunque, proteggici” è stato escluso dalla cinquina finalista e questo non fa che, personalmente, confermare la sua eccellenza.

 

Elisa Ruotolo, “Ovunque proteggi”, pp. 306, €16,50, Nottetempo, 2014

Giudizio: 5/5


6.07.2014 2 Commenti Feed Stampa