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Si sente? di Paolo Nori

di Chiara Condò

indexLa Marcos y Marcos raccoglie, a ridosso del mese della memoria, tre discorsi pronunciati dallo scrittore Paolo Nori a Cracovia, all’interno della manifestazione Un treno per Auschwitz, organizzata dalla Fondazione Fossoli.
“Si sente?” chiede lo scrittore all’inizio di ogni incontro, apertura che avrebbe fatto bene a ripetere ad ogni accenno di pausa. E la risposta è no, poco e male, quasi non si capisce, forse non c’è campo, o più che altro manca un punto di contatto tra la funzione fàtica della sua domanda e la fatica sproporzionata con la quale i pochi concetti di ogni discorso vengono estrapolati dal lettore inerme.
Sfiorando l’argomento dell’eugenetica, per poi toccare appena la complessità del processo Eichmann, il fascino opinabile della sua prosa non aggiunge nulla di originale a un argomento che ustiona le mani di chi non sa gestirlo.

Questa smilza raccolta, insomma, non ha punti di forza su cui premere: i tre discorsi si snodano (o per meglio dire si annodano irreparabilmente) sul terreno del ricordo condiviso, aggiungendo poco alla letteratura sull’argomento. Retorica e convoluta, la scrittura di Paolo Nori è una sorpresa poco piacevole per chi si accinga a leggerlo per la prima volta, e un cliché abusato e stantio per chi abbia già avuto modo di vivere l’esperienza alienante di un suo libro. Come illuminati di luce propria, i pochi concetti base attorno ai quali Nori costruisce il ragionamento risplendono per contrasto nel mare nero delle perifrasi ripetute fino all’insopportabile. La letteratura forse non ha una fisica, ma se l’avesse Nori saprebbe sfidarne ogni legge, piegandola alla sua bizzarra narrazione – imitazione finta e esasperata del linguaggio di ogni giorno.

Paolo Nori, “Si sente?”, pp. 190, €12, Marcos y Marcos, 2013
Giudizio: 1/5


26.02.2014 Commenta Feed Stampa