Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Zibaldone > Jim Thompson

Jim Thompson

di Enzo Baranelli

1609856_400503663429353_1030937964_nQuelli come noi. La gente. Tutte le persone che hanno iniziato a giocare con la stecca storta, che volevano così tanto e hanno ottenuto così poco, così ben intenzionati e finiti così male“. Jim Thompson, “L’assassino che è in me” (1952).

Quasi, probabilmente senza quasi, un cult: Jim Thompson. Ho trovato, da poco, una copia usata di “Bad Boy” (Einaudi, 2001) che alcuni lettori meno convenzionali hanno il piacere di indicare come l’opera più significativa nella sterminata produzione di Thompson. Gli esempi classici di capolavori sono “Pop. 1280” e “L’assassino che è in me“. Due grandissimi romanzi senza dubbio, ma è sempre bene cercare letture meno “ufficiali”. Per Thompson, offre spunti molto interessanti la lettura di James Sallis, nel suo libro “Vite difficili” (Giano 2004). E’ evidente che in molti casi Thompson abbia riscritto lo stesso romanzo, cambiando certe variabili: seguiva un’ossessione. La sua vita allo sbando, perduta nell’alcolismo, rientra perfettamente in questa faticosa lotta con la verità che è stato il segno distintivo della sua scrittura. Quindi ricordiamo “Bad boy” (1953), “L’assassino che è in me” (1952), “Pop. 1280” (1964), “Un uomo da nulla” (1970) e quello che voi, come lettori, vorrete ricercare tra le decine di romanzi pubblicati: di certo non tornerete a mani vuote: non mancano le visioni geniali e le gemme grezze nella sua carriera. L’insieme delle sue opere possono essere viste come un unico frustrante tentativo di cogliere il mito di Sisifo trasportato dalle pagine di Albert Camus alle strade polverose americane. Anche “Bad Boy” è un’autobiografia (il primo di tre volumi) che viene preceduta nello stesso anno da “The Alcoholics“, il lettore trova, come in un gioco di specchi, i frammenti della vita di Thompson in romanzi e memoir sparsi lungo gli anni: come accade spesso è sufficiente essere attenti e curiosi. Una lettura imperdibile per addentrarsi nella lettura di Thompson (e di Chester Himes e David Goodis) è il volume di James Sallis. Più volte sono tornato a questo breve libretto per trovare spunti sempre nuovi. Un altro piccolo, breve testo imperdibile.


9.02.2014 1 Commento Feed Stampa