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Ballando a notte fonda di Andre Dubus

Mattioli-Andre-Dubus-Ballando-a-notte-fonda [1]NOTA: qui, esclusa l’introduzione (comune ai due articoli), si analizzerà solo il primo racconto; la versione revisionata della recensione apparirà su satisfiction.me [2].

Con la consueta, e quasi unica in Italia, cura di alto livello, la Mattioli 1885 consegna al lettore, accompagnata da una brillante introduzione di Paolo Cognetti, e con l’eccellente, e ormai di rigore, traduzione di Nicola Manuppelli, il capolavoro di Andre Dubus, “Ballando a notte fonda“. L’ultima opera, di uno dei migliori scrittori americani di racconti, è marchiata nella carne viva dell’autore a causa di un incidente che, da allora in poi, gli impedì di camminare. Dopo tre anni dalla pubblicazione di questa raccolta, Andre Dubus smise di scrivere. Era il 1999.

In questi racconti leggiamo di Kenneth Girard, Connie, Douglas, Catherine, Ted Briggs (che, insieme ad altri personaggi, tornerà in più racconti), Susan Dorsey, Nick, Rusty, Cal Williams, Ryan, Tess, Andrew, Mona, LuAnn, Robert Townsend, Lydia, Lee Trambath, Doreen Brodie, Marsha, Bill, Annie, Sylvie, Roger, Deborah, Rick, Emily Moore, Kay, Rita, Jefferson Gately, Kirk, Alvin e i personaggi senza un nome, forse ancora più vicini all’autore. “Ballando a notte fonda” è l’opera più intima di Dubus per la sua conoscenza del dolore fisico e mentale dovuta all’incidente, e per la sua vicinanza con la morte. Dovete essere lettori rispettosi per Dubus (e Manuppelli) e per le sue parole che vi cambieranno intimamente, così come l’autore era profondamente cambiato prima di scriverle.

La realtà de “L’intruso” è doppia perché vediamo un ragazzino di tredici anni, Kenneth Girard, che gioca su una collina, e poi la sua trasformazione, nella fantasia, in “un eroe che aveva salvato dal fiume una bellissima ragazza o che era giunto in città a cavallo e aveva vinto un duello all’ultimo sangue oppure una sfida a baseball“. Da “Sportswriter“, primo volume della trilogia di Richard Ford, l’America sportiva è diventata spesso la lente di lettura del paese. La collina è quindi il terreno in cui Kenneth libera la sua immaginazione, il barattolo a cui spara assume la forma di “un nemico nazista“. In questo racconto la controparte femminile è Connie. La famiglia, luogo di amore e dolore per Andre Dubus, ha la connotazione di “un fortino da difendere“, e in particolare se i genitori si assentano, come accade nella storia. Il ragazzo di Connie, Douglas, è “l’intruso” del titolo. Non appartiene alla casa dei Girard e al loro circolo di affetti e da qui verrà la sua triste fine. [adda esse continuato]

Andre Dubus, “Ballando a notte fonda“, (ed. or. 1996 – trad. N. Manuppelli), pp. 234, 17,90 €, Mattioli 1885 [3], 2013.

Giudizio: 5/5