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Per sempre carnivori di Cosimo Argentina

di Chiara Biondini

cosimoargentinaPolaroid e flashback.

Una spiaggia, una testa mozzata, i lampeggianti della polizia sullo sfondo, un uomo accovacciato sulla sabbia, la mente in corsa, lo sguardo che corre alla testa mozzata, adagiata sulla sabbia come uno schiaffo, una destinazione. Questa è la polaroid, che Argentina pare quasi gettare in faccia al lettore, come a chiarire che non si tratterà di una questione semplice. E per spiegarla, la questione, ovvio che serva il flashback, e quindi eccolo partire, con la voce indolente, rabbiosa e rassegnata di Leone Polonia, 25 anni, insegnante finito quasi per caso nella provincia pugliese a far da guida (è davvero questo che dovrebbe essere, un insegnante?) a un grumo di adolescenti per certi versi più precari di lui. Argentina fa sembrare tutto precario. Provvisorio, frammentario, in bilico. È precario il sesso, è precaria l’amicizia, sono precarie le scelte, le destinazioni. Leone Polonia si lascia un po’ vivere tra serate con tizi che portano il nome di Mako e Dentuso, notti con donne che un po’ lo compatiscono, un po’ lo dominano, un po’ lo sfruttano o semplicemente cercano di possederlo, giornate passate in classe a cercare di trasmettere qualcosa a facce che paiono appese lì senza un vero motivo. Non è un insegnante che ci crede, Polonia. Nessuno pare credere un granché, in fondo. È più una storia del tipo: tanto ci tocca stare qua, vediamo se riusciamo a tirarci fuori qualcosa, ma senza sbattersi troppo.Mostra

Argentina corre veloce e picchia duro, con un linguaggio e un ritmo che paiono voler strattonare il lettore, quasi infastidirlo, portarlo a reagire, provare antipatia, distacco. L’autore, forse, vuole consegnarci la facile decadenza di una generazione che non ha punti di riferimento, che ha perso lo stimolo a crescere per abbandonarsi a stimoli completamente diversi: droghe, alcol, le solite cose, ed è proprio questo a fare paura. Che queste cose, ormai, siano “le solite cose”. Nessuno si stupisce, nessuno si scandalizza: la lenta degenerazione, la perdita della coscienza di sé, paiono essere diventati parte del gioco, fattori inevitabili, e allora adesso più che mai, dovremmo cercare di metterci al sicuro.

Leone e i suoi compari paiono essere condannati, o già morti – in un certo senso – ma quando ho a che fare con libri come questo, non posso fare a meno di pensare che siano un modo che la Letteratura ci offre per essere consapevoli, coscienti. Fare questa fine è possibile. È possibile perdere se stessi, o più semplicemente lasciarsi vivere. Questo è ciò che vi sto mostrando. Quindi voi là fuori, nel mondo reale, state all’erta. Continuate a stare all’erta.

Cosimo Argentina, Per sempre carnivori,  pp. 190, 14 euro, Minimum Fax, 2013.

Voto: 3/5 


4.11.2013 Commenta Feed Stampa