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L’uomo di Lewis di Peter May

Il finto noir di Peter May fa parte di una trilogia, di cui il primo volume (Blackhouse) è stato giustamente rifiutato dai maggiori editori inglesi (May, passata La Manica e trovato un editore francese, e, vinto qualche premio letterario, è rientrato in patria, dove ha poi pubblicato il suo giustamente pluririfiutato romanzo, senza problemi). Come il primo volume ovvero “Il cacciatore di uccelli” (titolo con cui venne edito in Francia e ripreso anche da Einaudi), L’uomo di Lewis” sfrutta la bellezza dei luoghi (in parole povere, la scenografia: May ha lavorato molto per la TV, e si vede) e racconta molto poco. Come noto, il noir scozzese non è assolutamente rappresentato da Peter Lewis, ma da McIlvanney (l’ispettore Laidlaw), Ian Rankin (l’ispettore Rebus) e Val McDermid (L’esecuzione). Giudizio: 2/5.