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L’ammezzato di Nicholson Baker

di Enzo Baranelli

bakerLe riflessioni di Howie costituiscono una microcosmologia. Nicholson Baker, in questo romanzo del 1986, usa le note a piè di pagina in modo estremamente funzionale e ironico. La rottura di una stringa, dopo che “l’altra si era già incredibilmente rotta” poco prima, costringe Howie a un acquisto. La parte sul negozio (che vende di tutto) è un capitolo-elenco di impatto formidabile, a un prodotto si associa un’idea poi un ricordo e si prosegue con queste osservazioni, che potrebbero apparire solo a uno sguardo disattento eccessive: la microsmologia apre sempre nuove porte, anche tra gli espositori di un drugstore. Non parlerò di Georges Perec, anche se il solo nominarlo potrebbe indurre il lettore a paragoni inutili. La vicenda vi pare insulsa? Un tizio che racconta delle sue stringhe? No: questo piccolo capolavoro dovrebbe scaldare anche il cuore più freddo. La magia della letteratura consiste nel trovare l’esatto punto di equilibrio, qualsiasi sia la trama che si sta affrontando: Baker è un maestro nel raggiungere la precisione in ogni minimo gesto (E’ sufficiente ricordare che ha composto “Cenere d’uomo”-Bompiani, 2009- usando ritagli di giornale e di comunicati stampa e trasmettendo un’immagine inaspettata dell’ultimo conflitto mondiale). “L’ammezzato” è un’opera “giovanile”, ma capace di evidenziare tutti i punti di forza, quasi tutti, di Nicholson Baker:

Le note a piè di pagina sono le superfici a ventosa che consentono ai paragrafi tentacolari di aderire meglio alla più vasta realtà”.

Nicholson Baker, L’ammezzato” (ed .or. 1986 – trad. Stefania Bertola), pp. 198, 16, 50 €, Bompiani, 2013.

Giuduio: 4/5


3.08.2013 Commenta Feed Stampa