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Teoria imperfetta dell’amore di Scott Hutchins

di Daniele Cohen

Una-teoria-imperfetta-dellamoreIl protagonista di questo romanzo d’esordio si chiama Neill Bassett Junior. E’ un uomo men che quarantenne che vive a San Francisco, e nonostante si ritragga da “loser” è talmente figo che se lo vogliono spupazzare sia le ragazzine ventenni che rimorchia suo malgrado, sia la moglie dalla quale ha divorziato. Questo per farvi capire un po’ il personaggio. Un uomo adulto irrealizzato professionalmente e sentimentalmente. Abbronzato, istruito, californiano, alto, ironico, piacione e intelligente,  con il padre morto suicida che non ha mai conosciuto davvero.  Niente di nuovo sotto il sole. E sarebbe stato davvero un brutto romanzo se si fosse limitato allo sviluppo delle noiose  peripezie esistenziali di Neill. Ma l’esordiente Scott Hutchins si è spremuto le meningi in cerca di qualcos’altro e ci è riuscito infilando nella storia due idee che hanno trasformato un romanzo sentimentale di serie b in una piacevole lettura. La prima idea è stata ricordarsi dei “Diari di Samuel Pepys”. Per chi non lo conoscesse, Pepys era un uomo inglese vissuto nel 1600 che scrisse dei diari non destinati alla pubblicazione, nei quali riportava qualunque avvenimento, anche minimale, gli capitasse durante la giornata. Hutchins ha così preso spunto da questi Diari per inventarsi il secondo protagonista di questo romanzo, che è il defunto padre di Neill Bassett Jr. Niente meno che Neiil Bassett senior, diarista. Una sorta di Samuel Pepys del 2000 che riportò ogni sua singola giornata per una ventina d’anni. Grazie a questa trovata uno scienziato di nome Livorno mette in atto un grandioso progetto di glottologia informatica (che bel nome, Livorno! Mi ricorda non so perché certi illustri studiosi degli anni ’30, tipo Marconi, Tesla, Majorana, De Pretto… Livorno)  In parole semplici, Livorno vuole creare un programma per fare conversazione.  Ma non solo.  E da qui parte la seconda idea dell’autore. Lo scienziato chiede a Neill di fornirgli i diari del padre e di collaborare con lui al suo progetto, che ha l’ambizione di superare il celebre “test di Turing”*. Inventato da Alan Turing, il test è un criterio per determinare l’eventualità che un computer dimostri di essere intelligente. Che sappia pensare.

Il test di  Turing prende spunto da un gioco, chiamato “gioco dell’imitazione”, a tre partecipanti: un uomo A, una donna B, e una terza persona C. Quest’ultimo (il computer) è tenuto separato dagli altri due e tramite una serie di domande deve stabilire qual è l’uomo e quale la donna. Dal canto loro anche A e B hanno dei compiti: A deve ingannare il Computer e portarlo a fare un’identificazione errata, mentre B deve aiutarlo. Affinché C non possa disporre di alcun indizio (come l’analisi della grafia o della voce), le risposte alle domande di C devono essere dattiloscritte o similarmente trasmesse. Il test si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad A. Se la percentuale di volte in cui il computer  indovina chi sia l’uomo e chi la donna è simile prima e dopo la sostituzione di A con la macchina, allora la macchina stessa dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che – in questa situazione – sarebbe indistinguibile da un essere umano” Praticamente dovrebbe riuscire a indovinare almeno nel 30% dei casi.

Nel romanzo Livorno entra in possesso dei Diari del padre suicida di Neill e insieme a lui incomincia l’esperimento, dopo aver fornito al computer tutte le informazioni inserite nei Diari, trasformando in pratica il computer nel padre di Neil Bassett Jr.Scott_Hutchins,_American_Writer (1)

Il romanzo procede, e tra un’avventura e l’altra di Neill Jr assistiamo alla parte più interessante del libro, che sono le conversazioni fra lui e suo padre (il computer) che man mano sembra prendere consapevolezza di sé. Ovviamente l’escamotage serve anche per permettere al protagonista di imparare a conoscere meglio il padre suicida, attraverso le informazioni che custodiva nei Diari e lo sviluppo delle loro conversazioni. Riuscirà Neill Bassett Jr a ricomporre la sua vita e a trovare l’appagamento sentimentale?  Potrà finalmente  conoscere suo padre e capire per quale ragione si è suicidato? Livorno supererà il Test di Turing?

Naturalmente non ve lo dirò.  Se vi sembra interessante scoprirlo, sapete cosa fare.

*Alan Turing è stato uno dei maggiori matematici del ‘900, oltre che crittografo e padre della scienza informatica.  Si suicidò, impiccandosi, nel 1954, all’età di  41 anni, a seguito delle persecuzioni subite dopo che le autorità britanniche lo condannarono alla castrazione chimica per averlo visto in un parco in atteggiamenti indecenti con un altro uomo.

Il test di Turing risale al 1950.  Finora nessun computer ha ancora superato il test.   

Scott Hutchins, “Teoria imperfetta dell’amore”, (tit.orig. A working theory of love,  2012), 19 euro pp. 398, Einaudi,  2013.

Giudizio: 4/5


13.07.2013 Commenta Feed Stampa