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E’ il tuo giorno, Billy Lynn! di Ben Fountain

di Enzo Baranelli

lynnAl mondo non esisteva la perfezione, solo momenti di trasparenza talmente estrema che uno perdeva la cognizione di sé: un dono dal cielo quanto mai prezioso”.

Accostato al romanzo lirico di Kevin Powers per il tema trattato, la guerra in Iraq, “E’ il tuo giorno, Billy Lynn!” rappresenta la versione ironica, a tratti cinica e umoristica, come può esserlo Hasak-Lowy, di “Yellow Birds” di Powers: due opere complesse e differenti. Sebbene narrando in terza persona, Ben Fountain adotta la visuale del soldato Billy Lynn. Insieme ad altri commilitoni, Billy è stato fatto rientrare negli Stati Uniti per un “victory tour”, dopo che un operatore televisivo aveva ripreso il loro contrattacco in uno scontro molto violento e il video era stato visto da milioni di americani. Billy Lynn e il sergente Dime sono i caratteri maggiormente approfonditi nel corso del romanzo, bilanciando così la narrazione e ottenendo dialoghi di un umorismo a volte macabro, a volte surreale. Per parafrasare il titolo di uno dei peggiori romanzi italiani degli ultimi cent’anni: “Però un sergente ci vuole”. Lynn riesce a far provare al lettore il disorientamento, la felicità, lo sconforto (dovranno tornare in Iraq per finire il loro turno) uniti all’analisi dell’America di Bush e Cheney. La visione della guerra percepita dalla mente obesa dell’americano (medio o meno) è fotografata da più angolazioni fino a comporre un quadro fatto da immagini che si sovrappongono. Ben Fountain racconta i momenti finali del victory tour e qui appare il Giorno del Ringraziamento (evento ricorrente nella letteratura americana): Billy ripensa alla morte del compagno Shroom, spera in una vita normale, ma, prima di qualsiasi progetto (sia pure l’improbabile storia d’amore con una cheerleader), il ritorno in Iraq è una cesura nella sua vita (che non si sa se avrà un seguito). L’agente che cerca di realizzare un film dalla loro storia, il presidente dei Dallas Cowboys, anfitrione e aguzzino, e la partita di football (evento centrale con le sue varie appendici) riassumono gli snodi di una narrazione avvincente dal punto di vista stilistico e, in parte, consolatoria: per un pubblico europeo vengono confermate le tipiche speculazioni su inni nazionali, guerra al terrore e altri luoghi comuni della cultura americana. Questo “Comma 22” ai tempi dell’Iraq è un romanzo onesto, ricco di dettagli e sensazioni e in perfetto equilibrio tra comicità dei toni e orrore della sostanza.

Senza nemmeno rifletterci consapevolmente, Billy è arrivato a convincersi che la sconfitta sia la traiettoria standard della vita. Qualcosa di nuovo appare nel mondo […] e con l’aiuto della fortuna ed enormi sforzi emotivi e grande sforzo può darsi che uno riesca a tenere in vita il progetto per un po’, ma alla fine, in ultima analisi, tutto è destinato al fallimento. E’ una verità dall’evidenza così brutale che Billy non capisce come mai non sia percepita più diffusamente; da qui il suo disprezzo per la tipica reazione di shock e sdegno da parte dell’opinione pubblica quando una certa situazione va a puttane. La guerra è un casino? Ma non mi dire. L’undici settembre? Era nell’aria da un pezzo. Quelli odiano le nostre libertà? No no, ci odiano proprio come persone!”.

Ben Fountain, “E’ il tuo giorno, Billy Lynn!” (ed or. 2012 – trad. M. Testa), pp. 398, 17 €, Minimum Fax, 2013.

Giudizio. 4/5.

NOTA: L’ottima traduzione di Martina Testa (il titolo italiano è più piatto, ma esprime bene il tema centrale del romanzo), mi ha fatto riflettere su la (medaglia) Purple Heart resa nel testo con “un Cuore di Porpora“: probabilmente solo a me un cuore di porpora fa venire in mente un cornetto gelato più che un’alta onorificenza militare; comunque è stato un dubbio di pochi secondi, l’importante è capirsi…


15.06.2013 1 Commento Feed Stampa