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La casa delle bugie di Anne B. Ragde

di Enzo Baranelli

_la_casa_delle_bugie_02_2Il prologo è sospeso, Anne B. Ragde inizia poi introducendo Margido Neshov, un impresario di pompe funebri (niente riferimenti a “Six Feet Under”), solitario, riflessivo, empatico e percorso sempre da una leggera ansia. Dopo questa presentazione di un uomo e di un lavoro a contatto con la morte si passa al fratello più giovane Erlend, che vive con un compagno a Copenhagen, dove fa il vetrinista ed è eccitatissimo dalla composizione appena realizzata per un gioielliere della città e per i preparativi per il Natale. La casa di Erlend e Krumme, il suo compagno che lavora come giornalista, “deve” essere perfetta. Minuziose, quanto scorrevoli, sono le descrizioni dei preparativi, quasi ossessivi, di Erlend per una cena prenatalizia e ci conducono a una scena surreale: Erlend in estasi davanti a una vetrinetta con i suoi oltre cento pezzi di Swarovski che rende bene l’idea, le parole sono dello stesso Erlend, di un uomo “disgustosamente viziato dalla felicità”.

Il terzo fratello Tor, il maggiore, lavora come allevatore, prima di mucche, ora di maiali (“più adatti a un uomo solo”) nell’antica casa dei Neshov. Ragde riesce a infondere un senso di empatia anche a questa descrizione rurale: dai particolari della mungitura al parto di una scrofa. La tenuta Neshov a Byneset (Norvegia) costituisce il punto cardine di una geografia comprendente anche Copenhagen e Oslo (dove vive la figlia di Tor, mandata via da Anne mentre era ancora in grembo alla madre) che porterà i Neshov a ritrovarsi per la malattia e la morte della matriarca, Anne appunto. Le descrizioni sfumano nelle riflessioni e il silenzio domina la vita solitaria di Tor. Anne B. Ragde crea ritratti vivi di quattro personaggi (Margido, Erlend, Tor e sua figlia Torunn) legati dal sangue, ma molto diversi; e la scrittura corre veloce verso un finale che può apparire definitivo, ma in realtà non lo è, perché questa è solo la prima parte di una trilogia conclusasi con un romanzo del 2007 e trasformata in una serie televisiva dall’emittente nazionale norvegese (gli spettatori si aggirarono intorno al milione che per la Norvegia è un record: in pratica un abitante su cinque ha visto la serie TV).

Anne B. Ragde, “La casa delle bugie”, (ed. or.  2004),  316, 17 €, Neri Pozza, 2013.

Giudizio: 4/5


2.04.2013 Commenta Feed Stampa