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La rovina di Mrs Robinson di Kate Summerscale

di Enzo Baranelli

SummerscaleIn genere si suppone che le donne siano molto calme, ma hanno gli stessi sentimenti degli uomini” Charlotte Brontë, “Jane Eyre”.

Partendo dalla storia di uno dei primi processi di divorzio trattati al di fuori del tribunale ecclesiastico e quindi molto più economici, Kate Summerscale ci racconta le vicende di Isabella, del suo diario (una sorta di storia all’interno del racconto già ricco di citazioni) e di Henry il marito che (con amante e prole illegittima) dichiarò di voler ottenere il divorzio.

L’ambiente vittoriano di Edimburgo, dove si trasferiscono i Robinson, si rivela colmo di novità: Robert Chalmers nel 1844 ha scritto, in maniera anonima, un vero best-seller di natura “proto-evolutiva”, e la frenologia e la scienza medica cercano risposte materiali ai comportamenti umani. Summerscale può avvalersi, appunto, del diario di Isabella Robinson (già vedova di Edward Dansey), e riuscire a ridare letteralmente vita a persone ed eventi, dai minimi dettagli del quotidiano a fenomeni d’importanza nazionale. L’autrice indaga un caso particolare e scopre per il lettore un’intera epoca.

La storia di Mrs Robinson percorre, in modo personale, quello che Flaubert sta scrivendo, in quegli stessi anni, in un romanzo che sarà pubblicato in un unico volume, dopo un processo, nel 1857: “Madame Bovary” (la censura inglese ne impedì la traduzione per oltre vent’anni). George Eliot e Jane Austen possono raccontare il loro tempo e le passioni del cuore, ma qualcosa di più profondo sta accadendo. L’anno successivo all’inizio di questo processo di divorzio, verrà pubblicato un volume destinato a cambiare più di un’epoca: “L’origine della specie” di Charles Darwin (che, come Dickens compare come attore secondario, ma rilevante, nelle pagine di questa storia). Se il precedente “Omicidio a Road Hill House” anticipava con la ricostruzione di una reale indagine poliziesca il romanzo giallo di inizio Novecento, “La rovina di Mrs Robinson” riesce a esporre in una vicenda apparentemente marginale e privata tutto il potenziale di un’epoca di radicali cambiamenti. Summerscale evidenzia il potere della parola scritta (o nel suo caso riscritta o riportata a nuova vita): “Mentre alla scrivania Isabella descriveva pudicamente queste scene nel suo diario, magari proprio davanti ai suoi figli o a suo marito, nessuno avrebbe potuto credere alle immagini che le ronzavano in testa e finivano sulle pagine. Raccontando i suoi incontri nel suo libro segreto, Isabella ricreava l’eccitazione della trasgressione, del piacere acuito dal pericolo di essere scoperta”. L’intera opera documentaria di Kate Summerscale avvicina il lettore a nodi profondi della Storia e lo fa con un’evidente, ricercata innocenza che dona al testo una levità e una grazia effettivamente d’altri tempi. “Il diario dipingeva un ritratto delle libertà a cui le donne avrebbero potuto aspirare, se avessero rinunciato a credere in Dio e nel matrimonio: il diritto ad avere delle proprietà e del denaro, a ottenere la custodia dei figli, a sperimentare dal punto di vista sessuale e intellettuale. Accennava anche al dolore e alla confusione che queste libertà avrebbero generato”.

Kate Summerscale, “La rovina di Mrs Robinson”, (ed. or. 2012), pp. 266, 19 €, Einaudi, 2013.

Giudizio: 4/5.


26.03.2013 2 Commenti Feed Stampa