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Il sogno di una vita di Adam Gopnik

di Enzo Baranelli

gopnikIl saggio di Gopnik analizza le figure di Lincoln e Darwin (nati lo stesso giorno a poche ore di distanza) partendo da una valutazione minuziosa, ma mai deviata verso le nebbie dell’accademia, di dati storici che vengono mostrati nelle loro sfaccettature. E si parte dalla copertina: il titolo originale dell’opera deriva infatti dalla diversa interpretazione delle parole dette dal Ministro della Guerra, Edwin Stanton, sul letto di morte di Lincoln alle 7 e 22 del 15 aprile 1865: “Now he belongs to the ages” (versione riportata anche nello splendido film “Lincoln” di Steven Spielberg con uno straordinario Daniel Day-Lewis). Però un’altra versione incombe: “Now he belongs to the angels” e “Angels and Ages” è il titolo di quest’opera appassionata e sincera che si addentra nei discorsi, negli scritti e nelle biografie per restituirci l’immagine di un profondo cambiamento storico, ma soprattutto quella di due persone. Adam Gopnik è interessato alle menti che diedero vita a idee rivoluzionarie, alle loro emozioni, al carattere, ai mutamenti del pensiero, alle loro sofferenze. Lincoln parte da una posizione svantaggiosa e dopo una carriera da avvocato si ritrova alla guida della nazione, mentre Charles Darwin conosce fin da piccolo gli agi della borghesia inglese, ma la sua lotta sarà una battaglia contro il desiderio di non ferire la fede della moglie Emma e la necessità di raccogliere prove della sua teoria. La fine analisi della retorica di Abraham Lincoln fa scoprire al lettore come l’uso di un linguaggio di derivazione giuridica (quindi molto ponderato e attento alle regole della legge) si sia unito a una passione per Shakespeare in grado di forgiare discorsi come quello inaugurale del secondo mandato: “Per spiegare la sua versione di quanto era accaduto negli ultimi quattro anni, Lincoln torna ai monosillabi: ‘Ma una delle parti avrebbe fatto la guerra piuttosto che lasciar sopravvivere la nazione, mentre l’altra avrebbe accettato la guerra piuttosto che lasciarla perire. And the war came – E la guerra arrivò’. Quest’ultima è un’espressione quanto mai precisa, e fa sembrare l’arrivo della guerra qualcosa di provvidenziale, naturale e non causale. Una grande impresa per quattro monosillabi, eppure quella frase funzionò

Prima delle scoperte di Mendel, Darwin fu in grado di stabilire una teoria in grado di rivoluzionare il pensiero di milioni di persone sull’origine della specie, stabilendo come l’abitudine della natura è la ripetizione, ma la regola della vita è la variazione. L’osservazione predispone il terreno per “L’origine della specie” (pubblicato solo nel 1859), ma già nel volume “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” del 1839, Darwin inizia una lenta preparazione per esporre le sue idee. L’autore inglese fu un grande scrittore e un straordinario scienziato, capace di unire il fascino di una prosa vittoriana, vicina a George Eliot, alla descrizione intrisa dai sentimenti di chi osserva. “A sopraffare chi legge il ‘Viaggio’ è il semplice guardare di Darwin, il suo guardare implacabile con i cento occhi di Argo: le sue infinite osservazioni di ragni e avvoltoi e serpenti e coleotteri, di come si controlla il grasso di una tartaruga o il modo di nuotare di una lucertola. Darwin sembra guardare tutto, e mentre lo accompagniamo anche i nostri occhi si aprono. La disciplina e l’attenzione consapevole, entrambe necessarie anche solo per vedere tutto questo – e per vederlo nei suoi tre strati, ovvero geologia, botanica e zoologia – sono acquistate a caro prezzo. Sembra tutto così trasparente, che pensiamo: ‘Oh, avrei potuto farlo anch’io’. Non è qui che sta la grandezza o il genio. E invece sta proprio lì”. Tutta la scrittura di Darwin è un esempio di narrazione calibrata e potente, capace di restituire, come in Ruskin, l’emozione dello sguardo. Il testo di Gopnik segue l’esempio darwiniano, inizia con una precisa raccolta delle prove e lentamente avvolge il lettore in una trama quasi romanzesca. Ripensando a quanto i geni determino ciò che siamo, nel bene e nel male, intelligenza logica ed emotiva, predisposizione a malattie (anche letali), non si può evitare di ricordare quanto la vita umana, anche quella di Lincoln e Darwin, sia influenzata dall’ambiente. L’ambiente appare come un complesso equilibrio di luoghi, relazioni e incontri tra persone e più di ogni altra cosa ci restituisce la nostra umanità nella sua interezza; le “infinite bellissime forme” di Darwin prima, e di Sean B. Carroll, poi, sono certo un’enorme passo in avanti per la scienza, ma poi siamo noi, qui, alle quattro del mattino, nella nostra fragilità che ci confrontiamo con idee, sogni, desideri, paure, e perché no, anche con l’arte, la scienza e l’intuizione.

Adam GopnikIl sogno di una vita. Lincoln e Darwin.”, (ed. or.  2009), pp. 266, 17 €, Guanda, 2013.

Giudizio: 4/5.


26.02.2013 Commenta Feed Stampa