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Bugie bianche di Andrea Gillies

di Daniele Cohen

bugie_bianche_02Si definisce “bugia bianca” quella detta per nascondere a qualcuno una verità che potrebbe ferire i suoi sentimenti.  Da questo assunto prende il via la vicenda della famiglia Salter, (con tanto di albero genealogico a inizio libro). I Salter,  numerosi  e anacronistici, ruotano tutti attorno alla loro antica residenza nobiliare sulle rive di un lago scozzese. Godono di una macabra fama.  Da oltre cent’anni pagano infatti un contributo di morti premature e sciagure ben superiore alla media.  E il lago è molto spesso lo scenario dove sono accadute le tragedie.  Chi ce ne parla è il fantasma  di Michael Salter (anzi, no, non è un fantasma perché non fa apparizioni, è solo morto. Morto, ma cosciente degli avvenimenti successivi alla sua  fine). Michael era un ragazzo di diciannove anni quando è scomparso in fondo al lago a causa di una lite con Ursula, la giovane zia mentalmente instabile.  (Vent’anni prima Ursula aveva assistito all’annegamento accidentale del fratellino e non si è più ripresa dal trauma). Pare che Ursula e Michael abbiano litigato mentre erano sulla barca e lui l’avesse aggredita. Lei lo ha colpito con un remo sulla testa e lui è svanito tra le torbide, profonde e gelide acque del lago. Poi Ursula si era recata correndo al maniero e aveva raccontato ai parenti di avere ucciso Michael. Erano accorsi tutti per tentare un miracoloso e improbabile salvataggio, ma il corpo non era stato trovato. La versione di Ursula non era chiarissima, ma tutti sanno che lei non mente mai, non sa farlo. Così, alla fine decidono di non coinvolgere la polizia né di svelare la dinamica dell’incidente agli altri abitanti del villaggio. Lo fanno per tutelare la povera Ursula e per il bene della famiglia. E si mettono d’accordo (più o meno tutti) sostenendo che Michael sia semplicemente scomparso. Probabilmente fuggito. Dopotutto era un ragazzo particolare. Cresciuto senza un padre, ribelle e irrequieto aveva più volte minacciato di volersene andare. Gli anni passano. I Salter dopo la sciagura si recano tutti i giorni,  ognuno per contro proprio, sulle rive del lago e nel boschetto, dove hanno eretto una piccola lapide in ricordo di Michael  (e di un altro antenato morto durante la grande guerra). Poi, come accade sempre, le visite si fanno più rade. Ma qualcuno non ha dimenticato e la verità su cosa è accaduto quel giorno riaffiora lentamente. Insieme ad altri segreti  che caratterizzano ogni famiglia antica e nobile che si rispetti.

Un buon romanzo, con una scrittura spesso sofisticata, ma a volte forse eccessivamente descrittiva.  La storia procede in modo avvincente per tutta la durata del libro, arricchita da una discreta dose di introspezione che eleva un semplice drammone familiare giallo a qualcosa di più consistente. “Bugie bianche” racconta quanto sia difficile custodire certi segreti e come alle volte siano gli stessi morti a svelarli raccontando la verità, (e senza doverlo neanche fare nelle vesti di fantasmi). E ci si domanda se una bugia, detta anche a fin di bene e apparentemente inoffensiva e innocente, non possa diventare nostro malgrado  la causa di eventi incontrollabili, modificando il corso della storia e delle vite di alcune persone. Per quanto riguarda ciò che avviene alla famiglia Salter, la risposta è sicuramente sì. Una bugia, bianca o in malafede che sia,  produce quasi sempre un effetto imprevedibile.

Andrea Gillies, “Bugie bianche” (ed. or. 2012), pp. 445, 18 euro, Neri Pozza, 2012.

Giudizio: 4/5.


18.02.2013 Commenta Feed Stampa