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Il libro di Natale di Selma Lagerlöf

di Alessandro Montagner

La Vigilia di Natale a Sundborn di Carl Larsson fa da copertina a questa selezione di racconti a tema natalizio di Selma Lagerlöf, suggerendo subito alcuni rimandi tematici. Larsson, contemporaneo della Lagerlöf, di cui aveva anche eseguito dei ritratti, è probabilmente il più noto pittore svedese e, nonostante avesse una maggiore considerazione per la propria produzione ufficiale e di grande formato, deve la sua fama internazionale in buona parte ai numerosi ritratti della sua famiglia nella casa che lui e la moglie, anche lei artista, avevano arredato e decorato nel villaggio di Sundborn, non lontano da Falun.
La stessa ricorrenza e la medesima atmosfera casalinga e familiare ritornano anche nel racconto che apre e dà il titolo alla raccolta: l’autrice ricorda la tradizionale vigilia di Natale della propria infanzia, nella tenuta di Mårbacka in cui era cresciuta e a cui rimase legata per la vita: quando la famiglia fu costretta a venderla per motivi economici Selma decise di diventare maestra elementare per poterla riacquistare (altri tempi per gli educatori, ma soprattutto altri lidi); desiderio che realizzò infine con la somma in denaro del premio Nobel.
Similarmente, le candele che adornano l’albero natalizio nel quadro di Larsson riportano alla mente i riti pagani del solstizio d’inverno, sopravvissuti nei tradizionali festeggiamenti per il giorno di Santa Lucia. “La leggenda della festa di Santa Lucia” s’intitola il secondo racconto, ambientato anch’esso nel Värmland tanto caro all’autrice ma in un’epoca ancora pienamente cavalleresca. In questo mondo di ricchi castelli e poveri contadini, di antichi valori legati alla terra, le trame per il potere di una vecchia aristocratica crudele e meschina sono ostacolate da una giovane devota a Lucia, la santa siciliana di cui porta il nome.

Appaiono a questo punto già chiare le due tematiche cardine del libro. Da una parte la Svezia e il Värmland in particolare, regione di grandi distese naturali, di laghi e di poeti, qui evocata nei toponomastici, nelle inflessioni del parlato, nel costante richiamo alla semplicità dei suoi abitanti e della loro spiritualità. Dall’altra parte la devozione popolare, declinata volta per volta in agiografia (è il caso delle due novelle in cui compare Gesù, in una Terra Santa che acquista tuttavia le connotazioni dei boschi nordici) o in fiducia nel divino come unica risorsa contro le avversità—e non di rado, infatti, elemento risolutore delle vicende: lo è nel racconto appena citato, grazie alla compassione della santa; lo è, grazie ad un Dio amorevole seppur enigmatico e severo, in “Il teschio”, una storia con una vena macabra quasi sorniona; lo è infine nel racconto conclusivo, “Il Capodanno degli animali”, in cui la magia dei boschi, che pure pervade la narrazione di un’atmosfera incantata in una notte di luna piena, si scontra apertamente con il cristianesimo.

In questi otto racconti, di provenienza eterogenea e pubblicati in origine nell’arco di oltre trent’anni, ritornano molti elementi propri della Lagerlöf: a quelli già citati si aggiungono il talento per la narrazione e una fascinazione per storie e personaggi solo in apparenza semplici e modesti. Uno dei racconti, “La principessa di Babilonia”, riprende i personaggi del romanzo L’imperatore di Portugallia, pubblicato l’anno precedente (1914): quasi un capitolo scartato, una outtake letteraria; quando non una postilla divertita da parte dell’autrice.
Un’ultima parola sull’edizione, che Iperborea ha impreziosito con illustrazioni a tema natalizio e bei capolettera per ogni racconto; dopo L’anello rubato dell’anno scorso (in realtà una ristampa) i libri della Lagerlöf sotto Natale stanno diventando una tradizione. La traduzione è frutto del «Laboratorio di traduzione di Lingue e Letterature Nordiche» curato da Maria Cristina Lombardi alla Orientale di Napoli; il lavoro è buono, anche se occasionalmente alcune soluzioni troppo vicine all’originale paiono sgraziate in italiano.

Selma Lagerlöf, “Il libro di Natale”, pp. 130, €12,5, Iperborea, 2012.

Giudizio: 3/5.


17.01.2013 1 Commento Feed Stampa