Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Suoni > Lo Stato Sociale: Turisti della Democrazia

Lo Stato Sociale: Turisti della Democrazia

di Enzo Baranelli

Lo-Stato-Sociale-Turisti-Della-DemocraziaSpesso il male di vivere ho incontrato, l’ho salutato e me ne sono andato“. Non riesco a ricordare come sia capitato ad ascoltare le canzoni de Lo Stato Sociale dal CD “Turisti della Democrazia“. I ritmi a volte rimandano ai Blur, e a volte le melodie sono dolci ricordi di una distorta interpretazione dei Beatles (ma hanno davvero scritto tante canzoni, The Beatles, per poter essere cos categorici). I testi, invece, sono un misto di rabbia e ancora rabbia e autoironia, e da qualche parte l’amore perduto tra gli aperitivi, le mode, e i giorni che diventano subito pi bui. Purtroppo ho ascoltato il CD svariate volte prima di andare a lavoro (lettore dell’auto, ma i chilometri sono pochi quindi riuscivo a infilarci al massimo due canzoni e spesso la seconda finiva mozzata) e mi ritrovavo a fissare l’orologio e a non riuscire a non pensare a Cromosomi: “ sempre ora di chiedere ma che ore sono“. In pratica come darsi la carica al contrario e catapultarsi in un mondo di responsabilit, precisione, attenzione ai dettagli. O forse come farsi un po’ di skag e cercare di resistere, per dirla con Irvine Welsh, francamente non lo so. Posso dire che le canzoni de Lo Stato Sociale mi hanno fatto ridere, molto pi spesso ai primi ascolti, fatto arrabbiare, illuminato (va bene lo ammetto, forse, mi sto allargando troppo), comunque sia, si pu collaborare al loro progetto (dai 3 euro, netti, nessuna tassa, in su). E, ammetto anche questo, mi piace ascoltare anche le tracce degli EP. Ora basta…

Lo stato Sociale, “Turisti della Democrazia“, Garrincha Dischi, 2012.

Giudizio: 4/5.


30.11.2012 Commenta Feed Stampa