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1Q84 Libro 3 di Murakami Haruki

di Enzo Baranelli

1q843Il fantastico è nascosto nelle pieghe della realtà e nessun autore meglio di Murakami riesce a descrivere, con uno stile in perfetto equilibrio tra due mondi, le minime increspature sulla superficie delle cose. La narrazione è soffice (come si può parlare di densità a proposito di molte pagine di Don DeLillo) e il lettore vi affonda e, se ne è in grado, si lascia avvolgere dal tessuto di parole, perdendosi nella trama e inseguendo i personaggi di Aomame e Tengo. In questo terzo e ultimo libro (i primi due sono stati pubblicati nell’ottobre del 2011) il racconto è suddiviso in tre parti, infatti alle voci di Aomame e Tengo si affianca quella di Ushikawa, un investigatore molto particolare, che ha un compito strettamente funzionale alla storia facendola progredire con maggiore rapidità verso il punto di congiunzione tra il 1984 e il 1Q84. La scrittura è, come sempre, ricca di sfumature: fioriscono descrizioni, ci si addentra nel mistero. Murakami, oltre a narrare trame intricate, dove diversi punti dello spazio e del tempo s’incrociano, possiede una sensibilità profonda nel raccontare personaggi e sentimenti: “Sentiva un dolore acuto al petto, ma a essere precisi non era nemmeno un dolore. Era uno sbalzo di pressione che si produceva nel punto d’incontro tra la privazione e l’appagamento“.

Nel testo sono disseminate brevi dichiarazioni della poetica di Murakami: “Il confine tra mondo reale e immaginazione è ormai impossibile da distinguere. In cielo ci sono due lune, e anche queste provengono dal mondo della finzione“. Scivolano tra le pagine indizi, molto chiari, riguardo alla costruzione dell’intera opera. Gli stessi protagonisti sono combattuti, incerti sul da farsi, e la realtà di 1Q84 li lascia spesso frastornati. Con queste premesse è facile immaginare come per molti lettori il testo di Murakami Haruki possa apparire distante, astruso, addirittura sconclusionato. E’ una pura questione di prospettiva e d’immersione nella vasta corrente narrativa creata dall’autore. A partire da “Dance Dance Dance” e proseguendo con “L’uccello che girava le viti del mondo“, Murakami ha in genere creato opere in cui il realismo estremo (ottenuto attraverso una descrizione particolareggiata e quasi ossessiva di eventi quotidiani) si alterna a una deriva fantastica a cui il lettore dovrebbe, come fanno i personaggi, abbandonarsi.

Murakami Haruki, “1Q84 libro 3“, (ed. or. 2010), pp. 395, 18,50 euro, Einaudi, 2012.

Giudizio: 5/5.

Nota: come è ormai una triste consuetudine per Einaudi tutti i termini giustamente mantenuti in lingua originale non trovano spiegazioni, infatti manca un glossario, d’altronde tutti sanno cos’è “un onigiri ripieno di umeboshi“… io l’avrò anche mangiato, ma di certo non ho mai ordinato un “donburinomo“: alla voce “Glossario” avrebbero potuto scrivere “manca perché l’abbiamo pubblicato noi, rubate un menu in un ristorante giapponese e/o consultate wikipedia” .


24.10.2012 4 Commenti Feed Stampa