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Apnea di O. Children

di Enzo Baranelli

apnea immPrendono il nome da una canzone di Nick Cave, chiarendo subito una delle loro influenze musicali, e gli O. Children con il secondo album, “Apnea”, trascinano l’ascoltatore in un piccolo mare di ballate ricche di rimandi a Joy Division e The National: la musica diventa più scura e inquietante (il cantante Tobi O’Kandi ha dovuto lottare contro l’espulsione dal Regno Unito durante la creazione dell’album). La voce baritonale di O’Kandi impone una profondità sommessamente epica a ogni canzone. L’album spazia da brani dal ritmo incalzante a ballate dove si mescolano tratti di luce a un’oscurità che costituisce il nero manto su cui brillano gioielli come “I Know (You Love Me)“. L’album “Apnea” riserva sorprese nelle aperture delle canzoni che impongono una chiave musicale a tutto il brano.  L’inizio dell’album con “Holy Wood” è straordinaria (e racchiude in breve quello che l’album stesso vi potrà regalare): la batteria che insinua una sorta di minaccia e poi tace, per apparire di nuovo ad accompagnare la voce di O’Kandi. “Red Like Fire” e “Yours for You” sono l’esempio perfetto di una riuscita unione tra linee di basso e sintetizzatore, e testi che s’impongono all’ascoltatore per una potenza lirica sostenuta dalla melodia. Riemerso da un’apnea notturna con una visione più limpida di ogni dettaglio, il cantante scrive testi dove bellezza e paura si incontrano. Un paesaggio desolato dove risplendono i sentimenti.

O. Children, “Apnea“, Deady People Recordings, 2012.

Giudizio: 5/5.


4.07.2012 Commenta Feed Stampa