Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas

Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas

di Chiara Biondini


Se-ti-abbraccio-non-aver-pauraL ‘autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla
comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di una tale manifestazione.
Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l’uso di parlare, più correttamente, di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders).

A livello di classificazione nosografica, nel DSM-IV è considerato rientrare nella categoria clinica dei “Disturbi Pervasivi dello Sviluppo“, cui appartengono, fra le varie altre sindromi, anche la sindrome di Asperger, la sindrome di Rett e il Disturbo disintegrativo dell’infanzia. (Wikipedia)

Come ne parla il padre di Andrea:

Il mondo intero entra dentro Andrea come un sasso in discesa, come una valanga. Andrea non ha difese, non ha barriere, assorbe tutto come una spugna e basta guardarlo per capire che ha un’intimità diversa, tutta sua, con la realtà. A volte si esprime in modo sconnesso, pronuncia parole secche: casa, in giro, quello verde. Le sue risposte suonano meccaniche, riprendono una parte della domanda. Quello che lascia trapelare è concentrato: è l’alchimista che distilla poche parole ma con una grande eco. Bisogna solo imparare a sentire.

Siamo pieni di calendari, orologi, convinzioni religiose, creme antirughe, auricolari contro il dolore altrui, biglietti per il paradiso e il purgatorio. Accettiamo i cambiamenti con moderazione e quelli di grande portata meglio che accadano una o due volte al secolo. Non a casa nostra. C’è più di qualche goccia di autismo in ognuno di noi.

Dell’autismo si sa molto e non si sa nulla. Una parte delle persone autistiche ha qualche particolare abilità e non sappiamo perché. Non è chiaro perché le dimensioni cerebrali siano anomale. Non è chiaro nemmeno perché gli autistici siano più pignoli dei pignoli normali e, forse, più refrattari ai cambiamenti di una diva che non vuole invecchiare. Sappiamo di più sulle galassie lontane, dei buchi neri, della struttura più recondita della materia.

Non è che l’autismo è un problema con troppe variabili?  Una sfida troppo difficile? O non ci interessa abbastanza?

Nel frattempo procedo a vista, con tenacia, ma a vista.

Come ne parla Andrea (tramite la tecnica di insegnargli ad usare il computer per comunicare le sue emozioni; il ragazzo viene messo di fronte alla tastiera e, con pazienza e dolcezza, gli viene mostrato che può scrivere quello che sente, a modo suo)

MA SEI PIU’ FELICE O TRISTE?

Felice.

NON SEI TRISTE PER TUTTO QUELLO CHE L’AUTISMO TI IMPEDISCE DI FARE?

Mondo parallelo è autismo devo imparare da terrestri

E TU… NON SEI UN TERRESTRE?

Terrestre imparo diventare

Questo splendido libro è il risultato di un anno di conversazione tra Fulvio Ervas e Franco Antonello, padre di Andrea.Franco e Andrea 1

Franco e Andrea hanno fatto nel 2010 un viaggio stupendo, un viaggio che li ha portati da Miami ad Arraial. Un viaggio fatto di esperienze, scoperte, risate, lacrime. Un viaggio molto particolare, perché avere un figlio autistico di 18 anni non è proprio la cosa più semplice del mondo. L’autismo è complicato, l’età è complicata, e anche il viaggio non è dei più semplici, soprattutto se si sceglie di compierlo a bordo di una Harley Davidson rossa, tra le altre cose. Dagli Stati Uniti al Sud America, un’epopea di personaggi più o meno astrusi, complicati, divertenti, poco o molto raccomandabili. Personaggi veri, persone vere, incontrate nello spazio di poche pagine e resi in qualche modo senza tempo. Un viaggio complicato, dalle premesse traballanti. Eppure, da spettatrice esterna, mi sento di dire che è stato un successo su tutta la linea. Scorrere queste pagine è davvero compiere lo stesso viaggio, con queste due straordinarie e normalissime persone che hanno voluto celebrare il loro legame, il loro affetto, ma anche e soprattutto una voglia, un bisogno di evasione, di libertà.

Se avessi proseguito i miei studi universitari, avrei voluto lavorare con questi bambini. Si sa talmente poco di questo loro misterioso universo, sono così forti e fragili a un tempo, così rinchiusi eppure tremendamente liberi, privi di convenzioni. “Se ti abbraccio non aver paura” è la stupenda frase che i genitori di Andrea fecero stampare su tante magliette colorate per poi farle indossare al ragazzo che – di fronte a sconosciuti – non trovava di meglio da fare che abbracciarli e toccare loro la pancia. Vi sembra tenero, vero? Ma come reagireste se un ragazzo vi piombasse addosso e si mettesse a premere sulla vostra pancia? Siete proprio certi che sareste a vostro agio? Convivere con un individuo autistico non è semplice, non lo è per niente. La maggior parte degli autistici hanno fissazioni, compulsioni, tendono ad un loro ordine, ad una loro organizzazione, ed ogni minimo cambiamento può avere conseguenze disastrose. E’ come se si sentissero al sicuro solo all’interno di determinati confini, che appaiono perfettamente chiari nella loro mente, ma che a noi sono il più delle volte sconosciuti e incomprensibili. Anche per questo il viaggio di Franco e Andrea è unico e straordinario. Moltissime cose potevano andare storte, e invece la loro esperienza ci insegna il valore di un legame, della fiducia che si crea tra due esseri umani solo apparentemente diversi. Andrea è un mondo lontano, quasi extra-terrestre, come dice lui stesso, eppure questi due uomini ci dimostrano come ad accomunarci sia sempre (o quasi) una cosa sola: l’amore, e i molti modi in cui può manifestarsi. Forse vi sembrerò inutilmente sdolcinata, e sbagliereste di grosso, perché l’amore non è un mare tranquillo. L’amore è una creatura complicata, nessuno – io credo – può dire in cuor suo di averlo compreso, e a volte la cosa migliore da fare è abbandonarsi ad esso, trovarlo negli sguardi in tralice di un figlio splendido ed irraggiungibile, un figlio che può insegnare a noi, esseri comuni, cosa voglia dire scoprire, trovare nuove strade, soprattutto cosa voglia dire non avere paura.

Visitate questa pagina, e scoprirete una persona unica:

http://www.andreaantonello.it/galleria.php?MIAMI-ARRAIAL-2010-5

Piccola postilla: nel documentarmi su questo libro, sono incappata nel nome di Bruno Bettelheim, psicoanalista austriaco di fama mondiale ed autore di moltissimi libri, uno dei quali premiato in USA con il National Book Award nel 1977.

Dal 1944 al 1973 insegnò negli Stati Uniti e lavorò alla Orthogenic School, un istituto di studio e terapia infantile e adolescenziale che si occupava dei disturbi emotivi della crescita.

In Italia è ancora considerato un luminare; io stessa, ai tempi dei miei studi universitari a Padova, nel 1999, ho letto “La fortezza vuota”, da molti tuttora considerato un testo fondamentale sull’autismo. In realtà, basta scavare appena un poco, e si scopre che Bettelheim era, fra le tante cose, un bugiardo, un impostore, una sorta di ciarlatano che con le sue teorie (una fra tutte quella della “madre-frigorifero”, ovvero la madre frigida e fredda che con i suoi comportamenti è la causa della malattia) ha rovinato centinaia di famiglie. Soprattutto, Bettelheim era un aguzzino, un uomo che nella Orthogenic School maltrattava i bambini a lui affidati, in molti modi, tutti deprecabili.

In tutto il mondo è in corso una campagna per svelare la verità; l’Italia rimane uno dei pochi paesi in cui le opere che screditano Bettelheim non sono tradotte.

Nel mio piccolo mi sento in dovere di divulgare queste informazioni:

http://autismoincazziamoci.org/2009/05/17/la-terribile-verita-su-bruno-bettelheim-2/

http://www.psicolinea.it/personaggi/bruno-bettelheim/

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruno_Bettelheim

http://www.club.it/letizia/documenti/pollack.html

Fulvio Ervas, “Se ti abbraccio non aver paura”, pp. 319, 17 euro, Marcos Y Marcos, 2012.

Voto: 5/5


30.05.2012 Commenta Feed Stampa