Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > E il mio cuore trasparente di Véronique Ovaldé

E il mio cuore trasparente di Véronique Ovaldé

di Chiara Biondini

ovaldèPer chi ancora non lo sapesse, BEAT sta per Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili; è una casa editrice nata nel 2010 che ripropone in formato tascabile i tesori delle case editrici letterarie e indipendenti italiane. Al momento ne fanno parte La Nuova Frontiera, Minimum Fax e Neri Pozza. In particolare, questo libro era stato pubblicato da Minimum Fax nel 2010.

La Ovaldé, francese, classe 1972, è considerata una tra le voci più interessanti della giovane narrativa francese. In questo suo originale romanzo, analizza lo schiacciante dolore di un uomo dopo la perdita dell’amatissima – ed enigmatica – seconda moglie, Irina. Una donna bellissima, piena di misteri, un mistero ella stessa per Lancelot, un mistero come una donna del genere possa essersi innamorata proprio di lui, un uomo tanto ordinario, quieto, pacifico. La scrittura della Ovaldé è molto particolare, intimista; si sente fortemente che a scrivere è una donna, una donna che dà importanza vitale alle emozioni, alle sensazioni, al modo in cui modificano il nostro modo di rapportarci con il mondo e con gli altri. E’ una scrittura fluida e poetica, che scorre veloce ma senza confondersi. Una scrittura nella quale il discorso diretto si fonde con la narrazione, in un continuum di parole che avvolge il lettore. “E il mio cuore trasparente” è in fondo un thriller; al centro la morte misteriosa di Irina, le domande di Lancelot, i dubbi, le scoperte. La Ovaldé dispiega la trama intorno alla domanda: “Quanto conosciamo davvero la persona che amiamo?”, un adagio fin troppo conosciuto, che l’autrice riesce a proporre in modo originale, trascinandoci in un magma di pensieri e ricordi del passato che si fondono e si completano con riflessioni, scoperte e rivelazioni del presente. Lancelot è un uomo armato solo del suo amore, totale e accecante, e sarà proprio questo amore a guidare i suoi passi in un terreno sconosciuto, un terreno nel quale Irina si muoveva con grazia, ma che per lui può significare perdizione. Tra figure misteriose, identità più o meno autentiche, tra ecologisti militanti e donne ambigue, Lancelot tenterà di dare un senso al tutto, di permettere al suo cuore trasparente di riuscire finalmente a vedere.

Véronique Ovaldé, “E il mio cuore trasparente”, (ed. or. 2008, trad. Lorenza Pieri) pp. 188, 9 euro, Beat, 2012.

Voto: 4/5


27.05.2012 Commenta Feed Stampa