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Arrivano i Sister di Patrick deWitt

di Enzo Baranelli

arrivano-i-sisterUn romanzo completamente diverso da “Abluzioni” (2010) e deWitt si conferma narratore eccezionale nel dare voce a Eli, il più giovane dei fratelli Sisters, sicari nell’America del 1851, in viaggio dall’Oregon verso la California per “sistemare” una faccenda per conto del loro capo, “il Commodore”. Il viaggio di Charlie ed Eli, però, si trasforma subito in una straordinaria, malinconica, spesso tragica e insieme comica, avventura sospesa tra la morte e l’amore. In lungo passaggio ho ritrovato il Patrick deWitt di “Abluzioni“:

Questo momento, questa mia posizione nel tempo, resterà il più felice della mia vita. Da allora mi sono convinto che gli uomini non sono fatti per avere accesso a questo tipo di appagamento; di certo aveva ridimensionato ogni momento di felicità provato fino ad allora. Ad ogni modo, e forse è giusto, non era qualcosa che poteva durare a lungo. Subito tutto è diventato cupo e sbagliato com’è immaginabile. In un modo o nell’altro tutto subito è diventato morte“.

Lo stile è sempre in bilico tra ironia e passione: tutto viene narrato da Eli Sister e Patrick deWitt riesce a costruire una personaggio in grado di reggere il racconto per trecento pagine, senza cedimenti, con una visione immersa nei fatti narrati, ma che ha il sentore di un ricordo nostalgico.

Non è un capolavoro, forse, sicuramente è il western-noir che desideravo leggere da troppo tempo.

Patrick deWitt, “Arrivano i Sister“, (ed. or. 2011), pp. 301, 17 euro, Neri Pozza, 2012.

Giudizio: 4/5.


24.05.2012 2 Commenti Feed Stampa