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Franco Quinto – Commedia di una banca di Friedrich Dürrenmatt

di Chiara Biondini

Franco-Quinto“Rapinare una banca è roba da dilettanti. I veri professionisti, una banca la fondano”.

Nel documentarmi per scrivere di questo libro, una delle prime cose che ho scoperto è che si tratta di una commedia scritta più di 50 anni fa, andata in scena per la prima volta nel 1959, a Zurigo, e solo successivamente pubblicata. Dürrenmatt non era solo scrittore, ma anche drammaturgo e pittore. In questo testo, che mette alla berlina tutti i meccanismi della finanza e del potere, ho ritrovato tutta l’arguzia, la profondità di spirito e la grande lungimiranza che caratterizzano i suoi romanzi più famosi, “La promessa”, ad esempio, solo per citarne uno. Qui, però, ho trovato anche qualcos’altro: un’ironia impietosa, un cinismo spietato, il gusto del grottesco e della farsa. L’immedesimazione nella storia non è stata immediata, ma questo dipende solo da me, dato che non avevo a che fare da tempo con testi teatrali, molto diversi dalla narrativa “classica”. Sono bastate poche pagine, però, per tenere il filo e cominciare a sorridere di questi personaggi, uno più strampalato dell’altro, che si muovono tra la banca e l’esterno di un caffè, luogo perfetto per accalappiare polli da spennare. Eh sì, perché Franco Quinto non è solo il direttore della banca più antica di tutta la Svizzera, ma è anche (e soprattutto) un truffatore, un delinquente, che non esita a commettere i delitti più gravi per conservare il potere, il denaro, e molte altre cose. Il novellino Päuli Neukomm, ingenuo e facilone, da ladro inesperto si trasformerà in impiegato, e quale sarà il suo stupore nell’esclamare: “Ma allora siete una banca di delinquenti!”, e nel vedere gli altri di fronte a lui annuire compiaciuti. Ecco dove sta la grandezza di Dürrenmatt: nello sbatterci in faccia una situazione apparentemente inverosimile eppure credibilissima, perché chi di noi non ha detto, almeno una volta: “Ammasso di delinquenti!”, riferendosi a questi covi di macchinazioni, procedure e carte bollate? Per Dürrenmatt il concetto di giustizia è sempre al centro di tutto. I molti modi in cui la giustizia si muove, in cui può essere fraintesa, in cui può essere ingannata. Giustizia pubblica e giustizia privata. Giustizia oggettiva e giustizia soggettiva. Nel leggere di questa cricca di delinquenti, è un amaro sorriso quello che compare sui nostri volti, le malefatte sempre più gravi che vengono quasi sminuite da Dürrenmatt, come a dire che ben poca cosa è la vita di un uomo, di fronte alla salvezza di una facciata, per quanto mendace essa sia. Tra chi si dà per morto, chi ammazza, chi ordisce piani segreti, chi si innamora e chi viene tradito, questo geniale autore mette in scena le bassezze dell’uomo, in modo così efficace e profetico da essere quasi spaventoso.

Friedrich Dürrenmatt, “Franco Quinto – Commedia di una Banca”, (ed. or. 1986, trad. Aloisio Rendi) pp. 158, 12,00 euro, Marcos Y Marcos, 2012.

Voto: 4/5


8.04.2012 Commenta Feed Stampa