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Amore di Péter Nádas

di Alessandro Montagner

Péter Nádas (1942) è oggi annoverato tra i più importanti scrittori ungheresi contemporanei. Ha vinto numerosi premi, soprattutto in area mitteleuropea, e negli ultimi anni è stato costantemente sul punto di vincere il Nobel per la letteratura. Ma il riconoscimento internazionale è relativamente recente, e giunge dopo lunghi anni nei quali la sua produzione era ignorata in patria. All’inizio della sua carriera letteraria, d’altro canto, il rifiuto di collaborare con i servizi segreti del regime gli era costato l’impossibilità di pubblicare. Tanto che Amore, una novella completata dall’autore prima dei trent’anni, nel 1971, vide la luce solamente alla fine del decennio, nel 1979. L’opera viene ora pubblicata, nell’ottima traduzione di Andrea Rényi, dalla Zandonai di Rovereto, editrice ben nota ai cultori di lettere mitteleuropee. Dietro l’ennesima bella copertina si cela però un testo ostico, sperimentale, affatto accomodante.

I Love Her All the Time
Due giovani amanti, nella stanza di lei. Due rintocchi dal campanile della chiesa di fronte al palazzo. Lui è steso sul letto. Lei si riveste, esce in anticamera, torna con un cuscino per lui. Si risiede al tavolo e metodicamente svuota l’ennesima sigaretta, riempiendola poi di tabacco misto a erba. Si spoglia. I due fumano; lui esce sul terrazzo. Poco dopo la scena si ripete, punto per punto. Il libro si apre con un loop. Facile immaginare che i due giovani siano già alterati dalla droga ancor prima che la narrazione inizi. E l’uscita dal loop corrisponde alla discesa negli stati più profondi dell’alterazione.

Confusion Is Next
La vicenda è narrata in prima persona dal protagonista, e si tratta di una scelta programmatica. Nel breve volgere di qualche pagina veniamo trascinati in un flusso di coscienza travolgente, deragliato, apparentemente senza controllo. Mentre lei si crogiola nel senso di benessere indotto dalla marijuana, lui precipita in un trip claustrofobico e ossessivo. Il libro è quindi più vicino a Paura e disgusto a Las Vegas che non a Timothy Leary, citato dal New York Times nella recensione all’edizione anglosassone della novella. L’intento di Nádas non è tuttavia quello di disegnare un viaggio dai colori lisergici, né tantomeno rappresentare la fine dell’era psichedelica; la sua è invece una disamina meticolosa dei tortuosi processi mentali del protagonista. Il senso di scollamento dalla realtà è descritto con grande efficacia, in lunghi brani che continuamente si avvitano su se stessi, anche tipograficamente: ogni nuovo paragrafo inizia nel punto della riga in cui si era concluso il precedente, con una soluzione avanguardistica che restituisce il torrenziale rincorrersi dei pensieri. Le pagine si susseguono, mentre il tempo sembra essersi fermato (o forse è l’orologio a mentire?), portando il protagonista a credersi pazzo: “Sembra che la follia non sia altro che l’eterna inconciliabilità con il tempo. Inconciliabilità con la certezza e l’incertezza”.

Protect Me You
Nella notte che lo farà dubitare di tutto, dello spazio come del tempo oltre che del suo stesso corpo, l’unica certezza è data dalla sua compagna, Éva. Quando lei si rende conto del malessere psichico del compagno si prende cura di lui, cerca di rassicurarlo:

“Passerà sicuramente, caro. Non devi aver paura, prova soltanto a dormire. Tutto qui. Se invece provi a ricordare –ti dispiace se parlo? non ti dà fastidio?-, se provi a ricordare potrai renderti conto che non è successo nulla, abbiamo solo fumato, e quello che è successo dentro di te ne è solo la conseguenza, ma l’effetto passa, vedrai, e tornerai a vedere il mondo per quello che è. Ti dispiace se parlo?”

Kill Yr. Idols
L’esperimento di Nádas è perfettamente riuscito; ma proprio per questo il libro non è una lettura piacevole, e può risultare irritante anche nella sua brevità. Non preoccupatevi: per quanto possa essere angosciante, finirà presto.
E all’autore va reso merito di essere arrivato con una decina d’anni d’anticipo alla psichedelia compressa, ripetitiva, oscura, lancinante che avrebbe caratterizzato i primi dischi dei Sonic Youth. I titoli di alcune loro canzoni sembrano scritti appositamente per il libro : I Love Her All the Time, Confusion Is Next, I’m Insane, Shadow of a Doubt, Protect Me You. E, su tutte, il capolavoro: Expressway to Yr. Skull.

Péter Nádas, Amore (1979), traduzione di Andrea Rényi, pp. 120, €13, Zandonai, 2012.

Voto: 3/5


12.03.2012 Commenta Feed Stampa