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Nel libro della vita e altri racconti di Stuart Nadler

di Chiara Biondini

NADLERCome gi mi accaduto molte volte, non sono daccordo con il risvolto di copertina. Mi dicono che Nadler uno scrittore che non crea personaggi <normali> perch sa che non esistono persone normali. Questa frase mi aveva molto incuriosita, mi sembrava promettere bene, pareva essere la garanzia di una lettura dal sapore particolare. Adesso, a libro terminato, mi trovo spiazzata. Perch il bello dei personaggi di Nadler proprio il loro essere squisitamente umani. Senza togliere a nessuno il gusto della suspense, vi domando: cose come tradimenti, dubbi, sotterfugi, macchinazioni, non sono forse allordine del giorno. Poco tempo fa mi sono ritrovata a scriverlo in unaltra recensione, e oggi lo ribadisco: Everybody lies, come dice il buon dottore. Caspita, ladagio pi vecchio del mondo. Questa una raccolta di racconti molto valida, non eccelle, ma mantiene sempre un buon livello. A dire il vero, gli ultimi due racconti meriterebbero il voto massimo, ma in generale ci assestiamo sul buono. Nadler fa parte della nuova letteratura americana a stelle e strisce, una corrente che ha avuto rappresentanti come Saul Bellow, Isaac B. Singer e Bernard Malamud, solo per citarne alcuni. Nadler ha in comune con loro una forte caratterizzazione del personaggio, e non potrebbe essere altrimenti. Lessere ebraici una questione complessa e delicata, che va saputa trattare con la giusta intelligenza, per non finire in una macchietta di s stessa. Lautore riesce molto bene in questo, immergendoci in unatmosfera del tutto kasher, senza per sconfinare nel qualunquismo. I suoi personaggi sono creature al bivio. Tutte. In ogni racconto, ci si trova prima o dopo ad affrontare una scelta, il cambiamento, una nuova prospettiva. Che si sia al termine della vita, nel mezzo del cammino oppure agli inizi, quello che accomuna tutti il dubbio, il lento logorio, il continuo domandarsi quale sia la cosa giusta da fare o pi semplicemente quale sia il male minore. Tornando allinizio, io in tutto questo vedo una grande normalit, e non vuole affatto essere una critica, anzi. Quando un autore riesce a portarci dentro la storia, o meglio, le storie, in questo modo, quando riesce a far dimenticare a noi stessi chi siamo, per metterci nei panni di qualcuno allo stesso tempo cos lontano e cos vicino, quando un autore riesce a fare tutto questobe, riuscito in qualcosa di grande: essere vero.

Stuart Nadler, Nel libro della vita e altri racconti, (trad. Costanza Princetti) pp. 231, 16,50 euro, Bollati Boringhieri, 2011.

Voto: 4/5


9.01.2012 Commenta Feed Stampa