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Lultimo settembre di Elizabeth Bowen

di Chiara Biondini

l_ultimo_settembre[]Quanto pensate che durer questa guerra? C qualcosa che potremmo fare oltre a cercare di non farci caso?. Non chiedetelo a me disse lui, ma sospir, come se si sentisse gravato dal peso dellonniscienza. Poche centinaia di morti dalla nostra parte, credo, che non una parte, gente impaurita, isolata, incapace di esprimere nientaltro che lattaccamento a qualcosa che non c, che non c mai stato. E spogliati di eroismo da questa nuvola di commiserazione. Il problema di questo paese il problema di tutti noi individualmente, la nostra personalit un oltraggio e non ce ne libereremo mai.

Settembre. Linizio dellautunno. Il mese, la stagione del cambiamento. Nel titolo c un indizio importante. Lultimo. Come se gi prima di iniziare a leggere questa storia, sapessimo che tutto sta per finire. Sta per finire unera, sta per tramontare unintera classe sociale, persa in convenzioni, riti, tradizioni sociali, che dimprovviso si trova ad affrontare la guerra, il passaggio, il cambiamento. La narrazione di Elizabeth Bowen ricca, densa, di particolari ed emozioni. La sua scrittura stata da molti accostata a Virginia Woolf, a Henry James, e leggendo ho capito quanto questo accostamento fosse giustificato. Questa una scrittura che si sofferma sulla riflessioni dei personaggi, sui loro pensieri, sui moti del loro animo. E una scrittura che pone laccento sul dettaglio, sulle piccole, importanti, futili e terribili cose che ci accadono ogni momento, e che si infrangono sulla mente dei personaggi, onde che scuotono un mondo interiore denso di contraddizioni.

Lultimo settembre molte cose; un ritratto sociale, una critica, una fedele ricostruzione. La casa di Danielstown diventa il nodo, il punto focale in cui destini, scelte e perch no vite colme di noia, si incontrano. C la giovane Lois, in apparenza una giovinetta che si preoccupa di come intrattenere gli ospiti e frivolezze del genere. Ci sono padrone di casa, e ufficiali innamorati, e uomini di mezza et, e donne sullorlo del matrimonio. Noi, creature frenetiche del XXI secolo, sorridiamo di fronte a preoccupazioni di questo genere. Ma dovremmo invece pensare a quanto frustrante dovesse essere non poter scegliere, non poter agire. Lois, per tutto il tempo, pare gridare con ogni suo gesto: Che cosa dovrei fare? Di tutta questa mia vita?. E un grido che si percepisce se si conosce un certo tipo di scrittura (quella della Woolf, appunto, che era in grado di narrarci per pagine e pagine delle emozioni suscitate da un limpido mattino dinverno). Ci sono cose che a noi esseri moderni appaiono futili, e questa generazione, questa societ bene dellIrlanda del 1920, che cerca di non fare caso alla guerra, pur con gli autoblindo che solcano prati ordinati, pur con le incursioni notturne, e le uccisioni, questa societ, ci appare grottesca, un po come le donne e gli uomini ben vestiti che continuavano ad ascoltare lorchestra mentre il Titanic affondava. Ci sono cose che possono essere la nostra salvezza o la nostra condanna. In un tempo in cui lamore fatto di sguardi, di intenzioni, di piccoli tocchi rubati, tutto conta. Ogni piccolo, insignificante, fondamentale particolare. State lontani da questo libro se siete persone pratiche; vi annoiereste e basta, a leggere di ricevimenti, e partite di tennis, e tenui chiacchierate su niente in particolare. Avvicinatevi a questo libro se sentite di trovare un significato in parole come queste: Piangere una piccola cosa, cosa tanto breve un sospiro. Ma cose di tale grandezza uccidono uomini e donne. (Emily Dickinson, 1862). Il segreto tutto qua, e non nemmeno troppo complicato. Anzi. E in fondo scoprire quanto possano contare le emozioni.

Elizabeth Bowen, Lultimo settembre, (ed. or. 1929, trad. Katia Bagnoli) pp. 297, 14,50 euro, Neri Pozza, 2011.

Voto: 4/5


30.11.2011 Commenta Feed Stampa