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Un’eredità di avorio e ambra, Edmund De Waal

di Martina Finelli

cop.aspxI netsuke sono piccole sculture in legno o avorio che nel Giappone del XV secolo servivano per fissare gli oggetti, come la scatola del tabacco o il portamonete, alla cintura del Kimono, dato che l’abito tradizionale non ha le tasche.
Edmund De Waal, importante ceramista inglese, ha ereditato dallo zio Iggie una collezione composta da 264 netsuke che rappresentano scene della vita quotidiana condite di ironia, frutti maturi o animali sul punto di muoversi, e stupiscono per la levigatezza dei volumi e per la precisione con cui sono stati scolpiti. Ognuna di queste piccole sculture è un capolavoro di pazienza che, nonostante la lunga e laboriosa realizzazione, ritrae un momento estemporaneo catturato dall’artista in tutta la sua immediatezza.
La collezione ereditata da De Waal arriva in Europa nella seconda metà dell’Ottocento, quando a Parigi comincia a diffondersi il gusto per l’arte giapponese, per le sue linee fluide ed essenziali, il cosiddetto japonisme, che affascina anche gli Impressionisti.
È Charles Ephrussi, antenato di De Waal, trasferitosi nella capitale francese da Odessa, la città d’origine della famiglia, ad acquistare i netsuke. Tra le mani degli ospiti, che non esitano a tirarle fuori dalla vetrinetta in cui sono conservate, queste piccole sculture diventano parte integrante della vita di Charles, collezionista, critico e grande conoscitore dell’arte contemporanea e dei suoi fautori.
L’aspetto della ricostruzione di De Waal che ho apprezzato di più è quel suo continuo citare fonti dell’epoca, facendo riferimento ai giornali e agli scritti di autori contemporanei come Huysmans, Zola, Goncourt, Kipling e Proust. Lo stesso accade quando i netsuke arrivano a Vienna ed entrano a far parte dell’arredamento del Palais Ephrussi sulla Ringstrasse: ormai lontane dalla spensieratezza parigina, le statuette sono immerse nei fasti della capitale austriaca, tra gli ori e gli smalti della dimora dei cugini di Charles, i coniugi Viktor e Emmy. Ancora una volta una polifonia di voci contribuisce a riprodurre la giusta atmosfera: inframmezzate alle storie di famiglia, troviamo le opere di Klimt e Schiele, Rilke e Schnitzler e vediamo Vienna attraverso gli occhi di Adolf Loos e Stefan Zweig.
De Waal ricostruisce, attraverso il viaggio dei netsuke e il mutare del loro ruolo, prima come oggetti conviviali e poi come ninnoli appartenenti a una dimensione privata, la storia dei suoi avi, gli Ephrussi — ricchi banchieri ebrei — raccontando anche i periodi più cupi, come gli anni in cui l’antisemitismo comincia a mietere le prime vittime e il momento in cui la famiglia va in pezzi e le sue proprietà si disperdono, sgretolando un patrimonio artistico e culturale, fatto di libri, mobili, quadri e sculture, accumulato in più di una vita di agi e ricchezze.
Attraverso la storia della sua eredità De Waal ci parla del rapporto che ognuno di noi ha con le sue cose: ogni oggetto è diverso dall’altro e il suo significato, il suo valore, emotivo e non, dipende dal momento presente, da ciò che rappresenta per noi in quel determinato frangente. Gli oggetti si evolvono insieme a noi e costituiscono il bagaglio che ci trasciniamo dietro con l’avanzare del tempo o quello che ci lasciamo alle spalle senza voltarci.

Dal Giappone a Parigi a Vienna, passando per Londra e Odessa per tornare di nuovo nella vecchia Edo, l’attuale Tokyo, il viaggio dei netsuke si rivela una storia avvincente da cui traspare tutta la perizia dell’autore che in due anni è riuscito a riportare alla luce questa storia indimenticabile e a renderla ancora più coinvolgente attraverso le fotografie inserite nel testo e le testimonianze di contemporanei illustri, che arricchiscono e rendono più dinamica la narrazione.
Un libro imperdibile per gli appassionati di arte, architettura, letteratura e storia o semplicemente per gli amanti delle belle storie, quelle vere. Chapeau!

Edmund De Waal, Un’eredità di avorio e ambra, pp. 398, 18,00 euro, Bollati Boringhieri, 2011.

Giudizio: 5/5


3.11.2011 Commenta Feed Stampa